Explicit / Fiction

Cinghiale scatenato

IL 79 04.04.2016

“Il cinghiale che uccise Liberty Valance” (minimum fax) di Giordano Meacci. Un libro abnorme, frenetico, barocco

Descrizione sintetica di alcune delle scene – o spaccati, o grumi narrativi – di cui si compone questo libro abnorme. Per esempio, l’incontro imbarazzato, pieno di non detti, in un supermercato della provincia tra amiche che non si vedono da tempo: una delle due ha perso una figlia, la bambina dell’altra soccombe al fascino seriale della merce, il focus ravvicinato sulle loro coscienze (i sensi di colpa, gli psicofarmaci, le lattine di pomodori) e dopo un’austera riflessione filosofica sul dolore, un cinghiale infastidito da un’emissione gassosa di un suo simile diventa occasione per una metafora sull’universo. Oppure: un cinghiale (sempre lo stesso) prende un triangolo erotico consumato in automobile per un gesto violento e spinto da un incongruo (ma spiegabile, dal suo punto di vista) moto di eroismo comincia a caricare la macchina finché capisce che i tre si stavano solo divertendo, e lascia perdere. Il tutto inframmezzato al passato dei protagonisti dell’atto, e a qualche scampolo del loro futuro.

Cose così. E ce ne sono a bizzeffe. Cronologie incastonate, flussi di coscienza, polifonie, culti e ossessioni, come quello del quasi eponimo film di Ford, che a tratti sconfinano in una specie di autismo iperletterario. Il cinghiale che uccise Liberty Valance (minimum fax) di Giordano Meacci è chiaramente il prodotto di una mente oberata di cinema, libri, cultura, dotata di una sensibilità fuori dal comune e di strumenti letterari che pochi oggi in Italia possono vantare, mutuati da una fitta schiera di scrittori ludico-artificiosi-sperimentali dove Gadda spicca accanto a Joyce, D’Arrigo, Faulkner, Queneau, Sterne, eccetera. Insomma, non sarà forse per tutti questo vortice virtuosistico di riferimenti e sintassi slabbrate, metafiction, impennate liriche e linguistica immaginaria. Il posto che occuperà tra gli autori dei nostri anni è materia opinabile, ma una cosa si può dire con un discreto margine di certezza: se riuscirete ad acclimatarvi nel barocco frenetico e sensitivo di Meacci, difficilmente non lo amerete (lui e il suo cinghiale). 

Giordano Meacci
Il cinghiale che uccise Liberty Valance

Minimum fax 2016
452 pagine, 16 euro
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