Ogni volta che un amico va a NYC mi chiede una lista di cose da fare, vedere eccetera. Facciamo le cose per bene, ora, e partiamo con i ristoranti

1

Barney Greengrass

Il deli ebraico come una volta, specialità pesce e uova. Decor, cibo e camerieri anni Quaranta. Tavoli in formica. Clienti regolari Philip Roth e Carl Bernstein. Imperdibili le frittate con cipolla e salmone, ma ordinate il panino più buono del mondo: il bagel con salmone e storione, cipolla e pomodoro, più cream cheese. Non ci potrete credere. Per finire i blintzes alla ricotta, sublimi, oppure una fetta di cheese cake. È aperto solo a pranzo, e chiuso il lunedì. Nei weekend non accetta carte di credito. È caro, ma vale più di quanto si faccia pagare.

Barney Greengrass
541 Amsterdam Ave

Jonathan Bumble

2

Marea

Un mio amico dice che se vai a New York e non mangi i fusilli di Marea, poi in aeroporto i funzionari della Homeland Security non ti mettono il timbro sul passaporto e quindi non ti è consentito lasciare il paese. Marea è un grande ristorante italiano, serio ed elegante. Clientela âgée e facoltosa. Gli hipster non li fanno entrare. Non ho mai provato altro che i fusilli, già definiti dal New York Times «the best pasta dish in town». Sono fusilli fatti in casa con polpo e midollo. Non ho mai mangiato una pasta più buona. Favolosi anche i bomboloni con crema allo zabaione e salsa di cioccolato. Fa-vo-lo-si.

Marea
240 Central Park South

3

Nomad

Il pollo di Nomad. Il New York Times dice che è il miglior pollo del pianeta. Un pollo allevato in una fattoria Amish della Pennsylvania e ripieno, tra la pelle e la carne, di foie gras, tartufo e pan brioche, e poi cotto in un forno a legna che fa sciogliere delicatamente il foie gras rendendo il petto del pollo morbido e succoso come non so che cosa. Che aspettate? Correte da Nomad. Il pollo, per due, costa 78 dollari.

Nomad
1170 Broadway

Daniel Krieger

4

Maialino

È il ristorante del Gramercy Hotel. Buon italiano, con la cacio e pepe non male e tutto il resto. Ma lasciate perdere il cibo italiano, andateci il sabato e la domenica al brunch e ordinate i ricotta pancakes. Saranno i pancakes più buoni che avrete mai mangiato.

Maialino
2 Lexington Ave

5

Levain Bakery

Non spaventatevi per la fila all’ingresso. L’attesa vale la pena. Ordinate il biscottone al cioccolato appena sfornato da questa panetteria dell’Upper West Side e mangiatelo in loco. Un’epifania per chi ama il cioccolato.

Levain Bakery
167 West 74th St

new_fork_city/instagram

6

Cosme

È il messicano di cui si parla più in città. Un messicano super cool che non propone piatti tipici né sapori da ristorante messicano. Per esempio il guacamole è fuori menù principale, e ti guardano male se lo ordini. Ordinatelo, però, perché è strepitoso. E poi, anche scegliendo a caso, non sbaglierete un piatto, specie quelli di pesce. Gran finale con un meringone alla mousse di mais.

Cosme
35 E 21st St

7

Hamburger

Difficile trovare un hamburger cattivo a New York. Ce ne sono di cento tipi: gourmet, di strada, da steak house, da brasserie e così via. Tra i migliori ci sono quello della Minetta Tavern, di Burger Joint, dello Spotted Pig, del Cafe Luxembourg, di Shake Shack, del B. Café, di Umami, di P.J. Clarke’s. L’hamburger del momento, però, è il Salvation Burger che servono da Salvation Burger, il nuovo tempio della celebrity chef April Bloomfield. Costa 25 dollari (più altri 7 se volete anche le patatine). Fanno tutto qui, dal panino che rasenta la perfezione alla macellazione e scelta della carne (ogni settimana chef April si fa consegnare da una fattoria di Upstate New York tre o quattro mucche intere).

Salvation Burger
230 E 51st St

gourmandj/instagram

8

Sushi Nakazawa

Avete visto Jiro Dreams of Sushi, il documentario sul mitologico ristorante di Tokyo da 12 posti gestito dal quasi novantenne chef Jiro e considerato il migliore del mondo? Jiro fa solo sushi, con semplicità e qualità inarrivabili. Un ristoratore italo americano di New York lo ha visto e, via Facebook, ha contattato il ragazzo di bottega di Jiro, Nakazawa, che nel film è quello che si mette a piangere nel ricordare la commozione che lo colse quando Jiro, dopo 4 mesi di frittate non perfette che finivano regolarmente nella spazzatura, gli disse bravo.
Insomma Sushi Nakazawa è un Jiro nel West Village, dodici posti al bancone e una saletta con pochi tavoli da prenotare con largo anticipo. Non si ordina, sceglie Nakazawa in base a che cosa ha comprato all’alba al mercato del pesce. Serve 20 pezzi di sushi, 21 con la classica frittata finale, uno o tre per volta, salvo ulteriori richieste di bis del cliente. È un’esperienza mistica. Ogni boccone stordisce, capisci finalmente che cosa vuol dire umami, il quinto gusto tanto caro ai giapponesi, e senti i gemiti di piacere provenienti dagli altri tavoli tipo Harry ti presento Sally. Unico neo: dopo non vai più a mangiare il sushi in posti normali o, prima dell’esperienza Nakazawa, considerati buoni.
Da qualche settimana ha aperto un Sushi Nakazawa next door, un bar a fianco del ristorante con menu alla carta.

Sushi Nakazawa
23 Commerce St

9

Del Frisco’s

Difficile sbagliare bistecca nelle steak house di New York. Ok, c’è Peter Luger a Williamsburg e anche Keens che a midtwon serve una gigantesca bistecca di montone (Mutton). Ma Del Frisco’s, oltre alla carne saporitissima, vanta una location formidabile. Sta davanti al Radio City Music Hall, sulla Sesta Avenue, e se riuscite a farvi dare un tavolo davanti alle spettacolari finestre ad altezza tripla, la bistecca o il filetto (più cheesecake finale) risulteranno ancora più buone. Non fatevi fregare dal pan brioche caldo che vi portano prima di iniziare.

Del Frisco’s
1221 Ave of the Americas

mushington/instagram

10

Blue Smoke/Jazz Standard

C’è un unico posto dove si può ascoltare ottimo jazz e anche mangiare una ricchissima cucina del sud, della Louisiana, della South Carolina, del Texas meridionale. Il ristorante si chiama Blue Smoke, sotto c’è la splendida sala concerto. Il menù è unico.

Blue Smoke/Jazz Standard
116 E 27th Street
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