Comunicazioni protette, interazioni con gli avatar (con lo spettro di Second Life), video “live” e scambio di soldi: quali sono le app da tener d’occhio

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vTime

Fino a quattro avatar si incontrano in un set a scelta (per esempio seduti su una stazione spaziale) e parlano. Nel primo «VR sociable network» gli amici si incontrano nella realtà virtuale. Il rischio Second Life è dietro l’angolo. Rispetto ad allora abbiamo anni di sviluppo di social network e gli occhialoni per la realtà virtuale che si è comprato anche Zuckerberg (Oculus). Per ora funziona con Google Cardboard e Samsung Gear Vr.

vtime.net

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Snapchat

«Il modo migliore per raggiungere i 13-34enni», recita il sito dell’azienda lanciata nel 2011, che vanta 100 milioni di utenti attivi. Certo, serve per mandare foto che poi si cancellano. Ma in “storie” gli utenti hanno un canale su cui pubblicare video di backstage, eventi a porte chiuse, incontri esclusivi: rimangono online per 24 ore. Così moda e sport si sono accomodati. I blogger riprendono anteprime e sfilate. Burberry ha riversato contenuti legati al profumo Mr. Burberry. Gucci ha fatto gestire per due giorni alla fotografa Petra Collins il suo profilo. Nfl, Nba, Inter, Juve, Barça, Chelsea postano allenamenti e interviste. Su “discover” Cnn, Daily Mail, BuzzFeed, Vice, People e altri hanno una vetrina fissa. Su “live” ci sono video aggregati per l’argomento del giorno. È una diretta mediata. Non al livello dell’accordo di Twitter per trasmettere partite di Nfl o del lancio di Facebook Live che sfida Periscope

snapchat.com

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Miitomo

L’app di Nintendo lanciata il 31 marzo ha superato, mentre scriviamo, i 4 milioni di download nel mondo. Applica l’interazione sociale al “mobile gaming” e rappresenta la prima prova in questo campo per i creatori di Super Mario. Lo spirito è molto giapponese: ognuno si crea un Mii, un avatar personalizzato che replica alle domande del sistema (che cosa hai fatto nel fine settimana?) e confronta le riposte con gli amici.

miitomo.com

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Slack

Un luogo dove condividere in tempo reale informazioni, liste, video, foto (anche pesanti), appuntamenti. Per piccoli gruppi di lavoro (o famiglie). Dialoga con altre app: Dropbox, Skype, Google Calendar e Hangouts, Twitter tra le altre, sincronizzando i contenuti. È stata creata dal co-fondatore di Flickr Stewart Butterfield e, forse una novità assoluta per un social network, ha comprato pubblicità su “Time”. Il settimanale cartaceo.

slack.com

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Venmo

Qui si fanno conti separati. È un app che serve per dividersi le spese per cene, case vacanza, regali, biglietti del cinema. Piccole somme, da scambiarsi (con commenti, ovviamente) tra amici, senza pagare il servizio. È il lato social di PayPal. L’azienda americana (di proprietà di eBay) ha infatti acquistato la start up che la gestiva (Braintree) nel 2013. Nel mese di gennaio è stato trasferito attraverso l’app un miliardo di dollari.

venmo.com

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Peach

Lanciata a gennaio dal co-fondatore di Vine Dom Hofmann permette di pubblicare una serie di informazioni che saranno viste da tutti (profilo pubblico) o solo dai tuoi amici (personale). Le “magic words” ti aiutano a selezionare che cosa dire: “weather” per il tempo, “songs” per le canzoni (riconosce quella che stai ascoltando), “move” per i tuoi risultati di fitness del giorno. E via così: film, stato della batteria dello smartphone, disegni fatti direttamente col dito, gli eventi del giorno pescati dal tuo calendario, la posizione geografica, il livello di rumore, i giochi a cui stai giocando, stellette con cui giudicare qualcosa, l’orario locale, le risposte dell’oracolo di Peach (Pioverà? Probabile – solo in inglese al momento). E anche messaggi semplici, foto e video. Huffington Post e Rolling Stone hanno già i loro canali, senza troppa convinzione. Alcuni l’hanno già data per morta, visto l’affollamento in cui è nata. «Peach is dead?» Impossible. Parola di oracolo.

peach.cool

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Shots

Justin Bieber e Floyd Mayweather sono tra i finanziatori (e responsabili del buzz che l’ha circondata) dell’app lanciata nel 2013 che permette di condividere selfie, video (anche in filtro retrò, ovviamente) e link. Uno il requisito ufficiale richiesto: devono far ridere. I migliori, quelli che raccolgono più emoticons con la faccetta che ride, si conquistano un posto nello spazio Funny. Oggi ha una decina di milioni di utenti registrati.

shots.com

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Ello

Foto, illustrazioni, testi: è un mix di Pinterest, Instagram, Tumblr, ma più alternativo. Così alternativo da non ammettere nessuna forma di pubblicità, né di vendita a terzi dei dati degli utenti. A sancire il suo status di «prossimo Twitter» è lo scrittore Nicholas Belardes, che dopo aver provato a scrivere un romanzo a pezzi di 140 caratteri (@smallplaces), lo sta rifacendo proprio su Ello: “So Long”. Illustrazioni di Siyi Chen.

ello.co

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Wanelo

“Want, Need, Love”: un posto dove raggruppare le cose viste online che vorresti comprare, creando così un profilo che gli altri possono seguire (con tanto di messaggi). Un’app dei desideri nata nel 2011 che dal 2014 permette di procedere all’acquisto dall’interno. I risultati sono stati tiepidi. Certo, si scommette sul futuro. Il “buy button” che Amazon ha esportato nel mondo è il Sacro Graal di tutti: Pinterest, Facebook, tutti.

wanelo.com

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Telegram

Telegram, ma anche Wickr, Signal, Hoccer, Threema, CryptTalk. E pure WhatsApp si è dovuta adeguare. L’ansia da intercettazione, nell’epoca del braccio di ferro Apple-Fbi e dei Panama Papers, genera sistemi di messaggistica criptata. Telegram, creata nel 2013 da Pavel e Nikolai Durov, fratelli russi oggi di stanza a Berlino, offre «chat segrete» dove i messaggi sono crittografati o dove puoi impostare contenuti che si autodistruggano. Tuttavia, non è solo questo: permette di creare emoticons, ma soprattutto canali su cui condividere contenuti a cui gli utenti non possono replicare. È per questo che molti giornali aprono i propri canali aggiornati in tempo reale. Vice, La Stampa, il Gazzettino di Treviso sono alcuni nomi. Repubblica e Il Corriere della Sera sono presenti in modalità bot, cioè con una chat automatica che distribuisce notizie e video personalizzabili a seconda degli interessi (sport, politica, spettacolo…).

telegram.org
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