Explicit

“T” – Tempo

IL 80 22.04.2016

Rubrica Enciclopedica

Che cos’è il tempo? Se non dovessi cercare le parole, probabilmente riuscirei a rispondere. Ma, a parte i grandi sentimenti, è difficile trasmettere un pensiero senza utilizzare una forma. Come sento l’amore o l’odio, io sento il tempo. L’amore però lo posso comunicare con un bacio, lo sguardo lucido, il viso commosso. Il tempo invece è una dimensione che sfugge dalle dita. La sua comprensione necessita di uno studio approfondito nel campo scientifico, filosofico, religioso. Per noi semplici esseri umani, parlare di tempo è come parlare di Dio. Di un’immagine astratta, personale, illusoria. Ci affidiamo al sole e alla luna. Alle stagioni. Utilizziamo gli orologi, i calendari. Ma non abbiamo mezzi per spiegare un concetto così complesso. Eppure lo sentiamo, perché abbiamo la risposta in noi. Una risposta che, se data con la voce, supererebbe tutte le teorie di ogni uomo dottrinato. Perché, in fondo, il tempo lo batte il nostro cuore. È il primo suono che ascoltiamo. Un tonfo dietro l’altro che, da subito, ha dato ritmo alla nostra esistenza. Si comincia a vivere cavalcando una sequenza di vuoti e pieni. Poi c’è il sangue, che circola nelle vene e delinea un passaggio che si ripete. E il respiro, senza il quale il nostro tempo svanirebbe. I segni sul corpo, la stanchezza sul viso. Un vestito sgualcito. Un ricordo dentro l’altro. Noi il tempo lo sappiamo rallentare o velocizzare. Ci giochiamo, lo detestiamo e lo manipoliamo. E, sotto sotto, lo capiamo come capiamo l’idea dell’infinito. Solo, ci manca la voce per dirlo. Cercare di spiegare il tempo è come provare a raccontare un sogno. Più ci pensi, più scappa via.

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