Arriva l’impetuoso Levante di Maserati e l’Italia rialza la testa: adesso anche noi facciamo macchinoni extra-lusso

L’Italia è un Paese finalmente pronto per una democrazia liberale, e per un suo Suv? Trent’anni fa, quando ancora le station wagon si chiamavano “giardinette”, era arrivata sul mercato una curiosa alternativa autarchica alla Range Rover, si chiamava Rayton-Fissore Magnum ed era un suvvone lussuoso con interni in pelle umana prodotto tutto in Italia. Era diventato subito oggetto di culto per una nicchia pre-hipster di guidatori di auto eccentriche. Poi più nulla, al netto delle surrogate Fiat-Jeep, ma oggi finalmente l’Italia torna a testa alta nel novero dei Paesi produttori di Suv e combatterà ad armi pari contro veicoli lussuosi e opulenti come la Porsche Cayenne e l’ultima arrivata, la Bentley Bentayga, gippone turboliberista per cumenda siderali, esotico fin dal nome che risulta poco pronunciabile e rimanda a qualche verdura rara.

Certo, trent’anni fa chi si sarebbe immaginato un gippone Maserati o Bentley: al Quirinale c’era Sandro Pertini, che aveva lasciato la Lancia Flaminia in garage e si faceva trasportare orgoglioso sulla sua Maserati Quattroporte Royale nera, con portatapipe di radica personalizzato, su cui scorrazzavano anche Carlo e Diana in visita italiana, già depressi (però nessuna protesta anti-casta, all’epoca, sono cambiate le sensibilità, forse). Ci fu anche un incidente diplomatico, Pertini andò a Modena a trovare Enzo Ferrari, con la sua Maserati, e “il Drake” lo lasciò fuori, giustamente. Oggi sarebbe difficile immaginare l’austero Mattarella, che ha appena tagliato l’uso e abuso di auto blu al Quirinale, a bordo della muscolare Levante, che come altri modelli della Casa modenese si chiama come un vento, in questo caso «un vento caldo del Mediterraneo, capace in un istante di trasformarsi da lieve brezza a impetuosa forza della natura, rispecchiando il carattere del primo Suv Maserati», come recita la cartella stampa.

Il Suv impetuoso mediterraneo è progettato e costruito a Mirafiori, terra poco ventosa, invero, e poco si addice forse al colle romano più alto (questo sì ventoso, talvolta), ma è dotato delle migliori tecnologie: motorizzazioni V6 Twin-Turbo a benzina da 3 litri, con potenze da 350 e 430 cavalli, e di un propulsore diesel V6 Turbo da 3 litri, con 275 cavalli. Tutti i motori sono accoppiati al sistema di trazione integrale intelligente “Q4”, capace all’occorrenza di trasferire istantaneamente la coppia tra gli assali, e al cambio automatico a 8 velocità e dotate di sistema Start&Stop integrato. Ottima per un Milano-Cortina in un giro di Rolex.

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