La Mazda MX-5 si è imborghesita, ma conserva la sua sportività democratica. Giù la capote, allora (però occhio alle insolazioni)

Quando apparve, al Salone dell’auto di Chicago del 1989, segnalò a puristi e appassionati il ritorno della grande spider sportiva inglese. Il fatto che non fosse inglese ma giapponese cambiava poco; era tornato il grande spiderino classico, due posti secchi, trazione posteriore. Non una cabrio per cumenda e yuppies di quegli anni, insomma, ma una spider da guidare, un’auto per divertirsi, che costava poco, di leggendaria affidabilità (ci si era sempre chiesto perché gli inglesi usassero tanto le spider, e in generale i popoli nordici e piovosi, mentre da noi mai; alla prima ustione sulla MX-5 sull’autostrada del Sole si capì, non è un Paese per spider). Oltre a un motore eterno, aveva una meccanica estremamente semplificata, e citazioni pescate nell’armamentario della nostalgia, i fari a scomparsa, le maniglie a bacchetta.

Da allora di MX-5 (chiamata anche Miata in America e Eunos in Giappone) ne sono state vendute un milione (la milionesima è uscita dagli stabilimenti di Hiroshima il mese scorso) ed è molto cambiata, alcuni dei difetti che la facevano amare teneramente, pur soffrendo, un tempo, sono scomparsi; il blocco del cambio non si trasforma più in un grande termosifone che surriscalda il femore destro di chi sta alla guida, la nuova capote – siamo alla quarta generazione – trattiene perfino la pioggia, e l’aria condizionata (un tempo disponibile solo sulla versione americana, e che taluni fanatici impiantavano tipo trapianto di organo sulle versioni italiane) è naturalmente di serie. La MX-5 o Miatina si è imborghesita, si è un po’ inturgidita e inzeppata di finiture argentate interne perdendo lo spirito spartano delle origini, con quella strumentazione un po’ Fiat Panda un po’ samurai e rigorosamente nera, e adesso è una lussuosa macchina per tutti i giorni ma che mantiene la sua sportività, anche restando una delle poche auto sotto i mille chili di peso, in un’epoca di obesità automobilistica. La nuova MX-5 è disponibile in due motorizzazioni, millecinque da centotrenta cavalli e duemila di cilindrata da centosessanta cavalli. Da scegliere possibilmente in quest’ultima versione, con i cerchi in lega argentati da sedici pollici che richiamano quelli della mitica prima serie. In Verde Meteor, optional, anche se si ha tanta nostalgia del British Racing Green degli anni Ottanta.

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