Dave Eggers, Tom Hanks e Tom Tykwer, per “A Hologram for the King” evidentemente tre campioni non bastano

Se tra cinquant’anni avremo problemi meno gravi che la desertificazione e quindi ci dedicheremo ancora a lussi come scoprire chicche dal passato del cinema, A Hologram for the King illuminerà la serata di qualche cinefilo insonne in qualche angolo del mondo.

Non per la qualità: uscito in America ad aprile, il racconto della crisi di coscienza di un palazzinaro americano da quattro soldi che va in Arabia Saudita a provare a costruire un mega-complesso per aziende non ha suscitato entusiasmi. Il motivo per cui sarà una chicca per appassionati è che combina un improbabile trio di talenti: Dave Eggers, Tom Hanks, Tom Tykwer.

A HOLOGRAM FOR THE KING
Regno Unito, 2016, Drammatico
Regia Tom Tykwer
Con Tom Hanks, Alexander Black, Sarita Choudhury

Il primo è l’erede di Vonnegut, anche se i suoi romanzi sociali e bizzarri a volte hanno una rarefatta astrattezza alla Baricco. In ogni caso, Eggers è il vero americano che vuole cambiare il sistema. Tom Hanks, invece, che recita nel ruolo dell’uomo d’affari, e si innamora di un’araba bella, intelligente e della sua età, è da sempre la faccia buona del Sistema. È la voce del cowboy di Toy Story ed è Forrest Gump! Che i due lavorino insieme è un curioso malinteso, e il film, uno strambo ritratto kitsch e accelerazionista del mondo desertificato, suona come una di quelle rumorose conversazioni in cui due persone diverse ma empatiche finiscono col trovarsi d’accordo.

Il terzo è Tykwer, che ha girato con le Wachowski il film mainstream più strambo dell’ultimo decennio, Cloud Atlas. Mi chiedo: come sarà il camp tykweriano, quel suo modo gustosamente grossolano di girare, quando lo vedrà un uomo del futuro? Sarebbe bello se il tempo lo riscattasse. E se un giorno qualcuno ci svoltasse una serata.

Chiudi