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Muscoli e fegato, sempre!

IL 81 20.05.2016

Un inedito di Walt Whitman. Un inno alla salute virile. E alla democrazia rivoluzionaria

In Texas un ricercatore universitario ha appena scoperto e pubblicato una specie di inedito di Walt Whitman. Una notizia straordinaria, dopo tutto Whitman è il poeta della democrazia mondiale, oltre che il poeta nazionale degli Stati Uniti d’America. Uno degli immortali, comunque la si pensi. Com’è possibile che opere importanti di un autore fondamentale rimangano sconosciute? C’è da dire che la sua è stata una carriera particolare. La prima edizione di Foglie d’erba venne pubblicata nel 1855 e gli diede quel tipo di successo – d’avanguardia e per pochi – che lo spinse a gettarsi in una carriera da giornalistaccio a New York. L’inedito appena scoperto è un prodotto di questo giornalismo di bassa lega. È una serie settimanale in tredici parti scritta sotto falso nome nel 1858 per un giornale chiamato New York Atlas, una testata dimenticata persino dagli storici. La serie di articoli era intitolata Manly Health and Training («Salute virile e allenamento»). Consiglia agli uomini di svegliarsi presto al mattino, fare un bagno freddo, strofinarsi, fare esercizio fisico, passeggiare, sviluppare muscoli, coltivare la bellezza virile, mangiare molta carne e il resto con moderazione, evitare di contrarre malattie veneree dalle prostitute, stare su col morale. Offre anche qualche riflessione sui tratti ereditari, che Whitman credeva potessero essere modificati col giusto comportamento. L’intera serie avrebbe potuto diventare un breve libro, se solo l’autore ci avesse tenuto. Non ci teneva.

Ma Manly Health rimane senza dubbio una sua opera. I lettori di Whitman riconosceranno l’intensità folle, uno spirito avventuroso nella scrittura delle frasi, un tocco selvaggio, anche nei suoi consigli di fitness:

Sia chiaro che un certo grado di abbandono è necessario al processo della salute perfetta e al tono muscolare del sistema.

E apparirà familiare anche qualcosa di più – la sua passione per la mascolinità atletica e vigorosa, messa a repentaglio dagli eccessi adiposi causati dal lavoro sedentario e dai luoghi chiusi. Sono temi della sua poesia.

Muscolo e fegato, sempre!

Scrive in Canto della scure, uno dei suoi estatici inni a una rivoluzionaria democrazia mondiale fondata sul lavoro. Ma non troverete da nessuna parte, né nelle sue poesie né altrove, una meditazione così estesa sulla muscolatura maschile come quella di Manly Health.

I più sofisticati accantoneranno questo scritto come una stravaganza rivelatrice della chiacchiarata omosessualità di Whitman. O forse vedranno nella sua ammirazione per i giovani uomini muscolosi un precedente ottocentesco del culto di bicipiti e pettorali tipico del fascismo e dello stalinismo. Ma nel 1858 le idee di Whitman non erano né omosessuali né proto-totalitarie. La democrazia che riteneva necessaria per il mondo intero non era una democrazia statistica, né un report sui diritti umani, né un metodo di problem solving. Era una democrazia in carne e muscoli, maschili e femminili – una democrazia fisica concepita come un’esplosione di salute, esuberanza, creatività. Democrazia come stile di vita, non soltanto come conta dei voti. Manly Health non è la sua opera più importante e non gli è mai venuto in mente di scrivere Womenly Health (per quel che ne sappiamo), ma è un’opera sincera. Whitman non era un uomo del passato. I lettori a cui si rivolgeva siamo noi. Il “sempre” nel suo «Muscolo e fegato, sempre!» significa “oggi”.

Traduzione di Antonio Sgobba

 

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