Yolo / Musica

(You Make Me Feel Like) A Natural Woman

IL 81 23.05.2016

Aretha Franklin, 1967

Aretha Franklin ha settantaquattro anni ed è difficile schiodarla dalla sua casa di Detroit. Ha smesso di fumare e di bere (un sacco di volte) e combatte l’obesità con una lunga e variamente infruttuosa serie di diete. Ha un’estensione vocale di tre ottave, ha vinto ventuno Grammy ed è la prima donna nell’elenco dei cento più grandi artisti della storia della musica popolare compilata da Rolling Stone; ovviamente è in cima a quella dei cantanti, uomini o donne che siano. Perché la voce di Aretha è insuperabile.

Il mondo se n’è accorto per l’ennesima volta lo scorso Natale, quando a Washington Obama ha conferito il Kennedy Center Honor a Carole King, la donna che ha scritto Chains, The Loco-Motion, You’ve Got a Friend e tante altre canzoni entrate a far parte della storia musicale americana. Ad Aretha, nel 1967, diede (You Make Me Feel Like) A Natural Woman, che fu il primo hit per la Regina del Soul. E Aretha, la riottosa sovrana, vuole ringraziarla. A sorpresa viene annunciata e fa il suo ingresso sul palco: indossa un barocco vestito da sera con lo strascico e una lunga pelliccia di visone; posa la borsetta sulla cassa del pianoforte, si siede e attacca proprio quella canzone. Carole King è sull’orlo dell’infarto, Obama piange. La voce di Aretha, la sua presenza, sono gigantesche. Sul bridge stacca il microfono, si alza, incede fino al centro della scena e scatena la voce, l’abbassa, la impenna, sembra autoalimentarsi con il suo prodigioso talento, si libera della pelliccia lasciandola cadere e va ancora più su, e tutto il pubblico è in piedi, applaude, urla, piange: la first lady canta a squarciagola, Obama continua ad asciugare le lacrime… Ed ecco, la canzone è finita. Aretha s’inchina e se ne va.

Il video che potete (DOVETE) vedere su YouTube ha superato il milione e mezzo di visualizzazioni; e la cosa incredibile è che non si riesce a smettere di guardarlo e di commuoversi – ogni volta.

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