Intanto perché è in un posto bellissimo (Villa Arconati, poco fuori Milano), poi per il livello degli artisti, e infine per la fuga dalla realtà e l'incontro con l'io naturale

Quando sei in città, e magari quella città è Milano, il primo caldo significa mano sul clacson e fuga fuori dalla circonvallazione. Il prima possibile, senza troppe riflessioni. Quando sei in città, e magari quella città è Milano, capita di avere la fortuna di poter fuggire a pochi chilometri per rifugiarti negli ettari del Parco delle Groane e, soprattutto, nell’estate di Villa Arconati. Questa è la location di Terraforma, festival di sperimentazione musicale e sostenibilità ambientale, al via il primo luglio per la sua terza edizione.

Terraforma è un’esperienza, una fuga dalla realtà alla ricerca di un luogo a misura d’uomo in cui potersi confrontare con il proprio io naturale. Come suggerito dagli stessi curatori, «l’intento principale su cui è stato pensato il festival consiste nel tentativo di creare un atmosfera ben definita, di forte richiamo alla terra, in cui la mente ed il corpo ritrovano finalmente contatto con l’ambiente naturale circostante». Per questo la ricerca musicale segue percorsi eterogenei, cercando di immergere l’ascoltatore in un ambiente sonoro. Le atmosfere variano dall’ambient del norvegese Biosphere alla jungle destrutturata di Lee Gamble, dal minimalismo di Charlemagne Palestine all’avant house UK di Sensate Focus, dagli studi per sampler e percussioni di Beatrice Dillon all’attitudine kraut club della tedesca Helena Hauff. A rappresentare le innovazioni italiane, oltre al ricercato lavoro di orchestrazione delle composizioni di Lorenzo Senni nella preview organizzata al Teatro Parenti, troviamo la techno di Donato Dozzy, la digidancehall di STILL, i landscape tribali dei Primitive Art, le manipolazioni sonore di Francesco Cavaliere. Il filo conduttore è «la forte propensione alla sperimentazione, intesa come desiderio di sorprendere l’ascoltatore». Ad arricchire le lunghe giornate (lo start è previsto per la mattina) anche talk, workshop, lectures.

L’immersione nel festival prosegue ponendo altrettanta attenzione al concetto di sostenibilità. Terraforma, negli anni, ha intrapreso un percorso di valorizzazione del bosco e degli spazi di Villa Arconati, avviando due progetti triennali per la gestione dei rifiuti e il ripristino di un labirinto verde e, in ultimo, introducendo green stewards per una sensibilizzazione del pubblico a un comportamento responsabile.

Un’esperienza che trova la sublimazione nel soggiorno al camping, un modo per ristabilire connessioni umane in naturalezza, per vivere il festival in maniera viscerale. La proposta di Terraforma è proprio «una forte presa di coscienza circa il ruolo del uomo all’interno dell’ecosistema terrestre» che trova il suo obiettivo nello sviluppo di un senso di appartenenza e nei valori della condivisione.

Terraforma è un festival ambizioso ed educato che punta all’essenza delle cose e alla partecipazione responsabile. Un’oasi di fuga. Un breve ritiro umano. Che faccia caldo, o meno. Che la nazionale vinca, o meno.

L’appuntamento è per l’1-2-3 luglio al parco di Villa Arconati a Bollate (Milano).

Chiudi