Il terzo album della musicista irlandese utilizza ancora la metafora del mare per parlare di solitudine, nostalgia, amore, sesso. Della vita, insomma. La voce è limpida come sempre, ma al di sotto si muovono le correnti orchestrate da Aaron Dessner dei National

Nelle nuove avventure acquatiche di Lisa Hannigan il tradimento si chiama ammutinamento. Ci si abbandona alla corrente, si galleggia sulle parole dell’amante. Ci sono fondali da esplorare, gente alla deriva, onde che lavano i dolori. Una canzone s’intitola “Risacca” un’altra “Noi, gli annegati”. Anche con i piedi sulla terraferma, in una città coperta dalla neve, con tutto quel bianco sopra le teste, gli amanti si sentono come un tesoro sul fondale marino. Questa oceanografa dei sentimenti, dublinese trapiantata a Londra per amore, ha sempre cantato di mari (e di recente l’ha fatto nella canzone guida del film d’animazione di Tomm Moore La canzone del mare, dove interpreta il ruolo di una sirena), mai però come nel nuovo album At Swim. È una metafora per cantare delle solite cose: solitudine, nostalgia, sesso, amore. La voce è limpida e candida, mai così duttile e vibrante.

Al di sotto di essa, nelle profondità del disco, s’agitano meravigliose correnti orchestrate da Aaron Dessner dei The National. «Sto cercando di scrivere il terzo album», diceva Hannigan un paio d’anni fa. La parola chiave era «cercando». Per sbloccarla c’è voluta una mail di Dessner, che l’ha coinvolta pure nel supertributo ai Grateful Dead Day of the Dead. Assieme, i due hanno inciso nel giro di una settimana un album pieno di dettagli avvincenti, distorsioni impalpabili, particolari di trombone, banjo e violino, voci raddoppiate, suoni liquidi. Tutto concorre a costruire un disco in cui sentimenti di lontananza, dolore e solitudine si trasformano in bellezza, una poetica delle piccole cose che sembra fatta apposta per ammaliare chi rigetta musiche enfatiche e grandi dichiarazioni. «Si va avanti a piccoli passi tra il tempo passato e quello futuro», canta Hannigan, «e si soppesano l’uno e l’altro».

Rich Gilligan

UNDICI SIRENE, UNDICI APPRODI SICURI
Uscito il 19 agosto per Hoop Recordings e Play It Again Sam, At Swim contiene 11 tracce. La prima canzone dell’album, Fall, è anche stata scelta come primo singolo dall’artista irlandese. Il video è stato rilasciato online il 9 luglio

E chi lo scorda il giorno in cui scoprimmo la voce di Lisa Hannigan? Era l’aria che stava attorno a Damien Rice, il suo controcanto, il riflesso limpido. Era intensa e innocente. Folgorati dalla coppia, ne abbiamo seguito l’evoluzione. Non per un capriccio gossipparo, ci raccontavamo, ma per capire che cosa si celava dietro le canzoni. Ci siamo chiesti che cosa sarebbe stato di Lisa senza Damien, e poi abbiamo consumato i suoi primi lavori da sola, Sea Sew e Passenger. Abbiamo setacciato i testi del terzo disco di lui, My Favourite Faded Fantasy alla ricerca di riferimenti, alla fine della loro storia. È giunta l’ora di mettercela alle spalle. Lei lo ha fatto. Per uscire dall’ombra di Rice aveva smesso di incidere le armonie vocali che pure l’avevano resa celebre. Ora si sente sufficientemente emancipata da sovrapporre strati della sua voce, e così dà forma ad Anahorish, una poesia di Seamus Heaney interpretata senza alcun accompagnamento musicale. Hannigan canta d’amore e morte, e di come le due cose a volte si sfiorino. In Prayer for the Dying usa una musica languida, nostalgica e densa di ricordi per raccontare la morte di un conoscente e celebrarne la storia d’amore. In Funeral Suit fa la cronaca di una strana serata, offrendoci un raro momento autobiografico.

Il nuovo fidanzato londinese torna dal funerale della nonna, e già è strano iniziare una relazione confrontandosi col dolore causato da una perdita. Lui torna dal funerale, dunque, e domanda che cosa voglia fare la ragazza di Dublino in quella sera di luglio: andare a Bermondsey o magari a Shoreditch? Lei è nuova di Londra, non conosce quei posti. Nell’indecisione, i due passano la serata in casa. Finiscono per ballare da soli in cucina, facendo ondeggiare dolcemente le tazze piene di gin. È una scena minuscola e deliziosa, tratteggiata con grazia su un ritmo di valzer. È un momento di perfetta concisione che spiega perché At Swim è il disco sentimentale del 2016 che non è peccato ascoltare.

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