È un virus sconosciuto? Un mostro da film dell'orrore? Una strana creatura dallo spazio profondo? No, è il candidato repubblicano. E non possiamo farci niente

La campagna elettorale di Donald Trump mi preoccupa perché è come un nuovo virus ignoto agli scienziati, o come un film dell’orrore in cui c’è un mostro ma nessuno degli abitanti del villaggio crede che esista, o come le creature dello spazio profondo nei film di fantascienza. Chiaramente c’è qualcosa nella sua campagna che opera su un piano che nessuno dei normali osservatori politici è in grado di vedere. Quando Trump aveva annunciato la sua intenzione di candidarsi alla presidenza, negli Stati Uniti nessun analista rispettabile lo aveva preso sul serio. Poi cominciò ad avere buoni risultati nelle primarie repubblicane. Ma nessuno tra gli esperti aveva predetto che il suo successo sarebbe continuato.

Trump cominciò a fare una serie di affermazioni inaccettabili per un telespettatore medio, offensive nei confronti degli eroi, dei leader e dei valori dello stesso Partito repubblicano, posizioni che lo facevano apparire come un uomo violento con una personalità spaventosa. Tra gli analisti politici non ce n’era uno che non pensasse che, con altre due o tre affermazioni di quel tipo, Trump sarebbe scomparso dalla scena politica. Ma sono seguite altre dichiarazioni. E la sua popolarità è aumentata. Trump non ha speso soldi in pubblicità, non ha assunto strateghi politici, non è stato in grado di gestire bene la convention repubblicana. Secondo gli analisti tutto questo avrebbe fatto calare la sua popolarità. Non è stato così.

I sociologi hanno offerto una spiegazione: nonostante i suoi difetti, Trump è in grado di rappresentare le paure della classe media bianca e impoverita, e questo giustificherebbe il suo successo. Queste argomentazioni non mi hanno mai convinto, ma in ogni caso basta guardare una mappa del suo consenso per capire che pensano di votarlo molte più persone dei soli lavoratori bianchi. Gli esperti di ideologia politica hanno una loro teoria: i leader del Partito repubblicano per anni hanno tollerato e tentato di sfruttare complottisti e razzisti bigotti dell’estrema destra, il successo di Trump ne è la logica conseguenza. Eppure nessuno di questi esperti lo aveva previsto. Da parte loro gli analisti dei media propongono un’altra spiegazione: Trump ha stravolto le abituali regole della politica perché si è affidato a Twitter e ai social media, anziché ai metodi convenzionali della comunicazione di massa. Può essere vero. Ma questo non spiega perché chi lo segue su Twitter lo trova anche convincente.

Trump non può vincere le elezioni. Ne sono convinto. Lo dico perché le elezioni americane si decidono sulla base di una mappa complicata, Stato per Stato, e la mappa pende nettamente a suo sfavore, più di quanto non risulti dai sondaggi nazionali. Ma soprattutto io credo che non vincerà perché la tradizione politica americana ha 240 anni e in tutto questo tempo ci sono stati anche politici miserabili privi di talento che sono diventati presidenti, ma anche il peggiore di questi politici almeno sembrava un presidente. Trump non sembra un presidente. Sembra un mostro da film o un alieno da un’altra dimensione. Questo è ciò che mi spaventa. Anche se perderà avrà dimostrato che io e tutti gli altri analisti politici siamo quelli del villaggio nei film di mostri, o gli adulti nei film di fantascienza. Gente che non si è accorta che qualcosa stava arrivando. E anche ora che ce l’ha davanti ha difficoltà a dire che cosa sia. 

Traduzione di Antonio Sgobba

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