Yolo / Serie TV

“The Affair” e la lotta di classe

di Guia Soncini
illustrazioni di DANIELA BRACCO
IL 84 23.09.2016

Marito, moglie, figli (vivi e no). Poi c’è l’amante che si istituzionalizza e l’ex marito che trova la sua strada. Su questa serie è già stato scritto di tutto, dalla struttura a più voci narranti ai tic depressivi variamente distribuiti, ma è lo scontro alto-basso (inteso come reddito), la vera spinta propulsiva, e lo sarà anche nella terza stagione

La regola di Mike Nichols non sbaglia mai. Lui era particolarmente orgoglioso di come aveva nascosto l’indizio nel Laureato; restava nel subconscio, nessuno sapeva mai rispondere alla domanda: qual è la prima battuta del Laureato? La prima battuta, la prima scena, sono importantissime, spiegava Nichols: sono il modo in cui dici al pubblico «Questa è la storia che vogliamo raccontarvi, sappiamo come fare, fidatevi». Il primo dialogo della prima scena di The Affair è una sconosciuta che si avvicina al bordo piscina e chiede a Noah: «Ti spiace se dividiamo la corsia?», e lui che risponde: «Accomodati». Poco dopo lei noterà la fede al dito e si allontanerà imbarazzata dal proprio evidente quanto inspiegabile intento di concupirlo. Non si fosse allontanata, lui l’avrebbe lasciata fare. La regola della prima scena non sbaglia mai: che si tratti di farsi invadere le mutande, la corsia della piscina, la vita, Noah Solloway è uno che lascia fare.

Adesso che finalmente The Affair sta andando in onda in Italia – il mercoledì, su Sky Atlantic – adesso che ci mettiamo in pari con gli Stati Uniti – dove dal 20 novembre trasmettono la terza e conclusiva stagione – adesso che avete letto dappertutto che la chiave sono i due punti di vista che non corrispondono mai, le puntate divise in due versioni dello stesso fatto non combacianti, tutt’una poderosa metafora dell’inconoscibilità della verità, adesso potreste persino crederci. E invece.
E invece i due punti di vista non sono paritari come vi hanno raccontato. Non ha senso obiettare che magari la prima scena non è quella di Noah in piscina: magari, quando a metà il racconto di quella giornata ricomincia daccapo, dal punto di vista di Alison, magari è quella di Alison la vera prima scena. Macché. Mica è un caso che ci sia prima Noah: con quella vacanza dai suoceri ricchi per cui parte controvoglia, con quella suocera che accoglie la nipote adolescente dicendo che ha fatto benissimo a smettere di mangiare, «Se perdi un altro chilo ti porto a Parigi», con quel suocero che bevendo vino francese chiede al genero dove abbia trovato quella birra da supermercato, «L’avranno lasciata i messicani». Alison viene dopo, nella tempistica del dire al pubblico che storia è, perché Alison viene dopo nella gerarchia sociale. Sì, è una storia di tradimenti, bugie, matrimonio; ma è soprattutto una storia di lotta di classe.

Alison e Noah di “The Affair”: in Italia dal 7 settembre la prima stagione, a seguire le altre su Sky Atlantic. Negli Usa dal 20 novembre la terza stagione su Showtime

Non è un caso che l’autrice Sarah Treem citi Francis Scott Fitzgerald, quando dice che sì, Noah è uno scrittore compiaciuto del proprio essere tale, più che scrivere gli piace essere uno-che-scrive, ma anche Fitzgerald era così, e non vuol dire necessariamente essere romanzieri scarsi. Il più compiaciuto cantore della ricchezza e dei suoi tormenti posticci è l’esempio perfetto per descrivere Noah – che nella prima stagione ancora si finge working class hero capitato per caso in una casa di ricchi, ma è impossibile cascarci, per quanto fortemente si finga protagonista di quel verso gucciniano, «ed io, modenese volgare, a sudarmi un amore, fosse pure ancillare». Può funzionare, il secondo matrimonio dello scrittore divenuto di successo con la cameriera? Certo che no. Perché solo Noah ha ottenuto quel che voleva: fuggire dal primo matrimonio. Alison credeva di volere un altro figlio (quando i due si incontrano, il suo bambino è morto da meno d’un anno); ma si capisce presto che era un’illusione, quella che non avere più un figlio fosse il suo problema; non ha niente, ed è quello il suo problema: non ha una carriera, non ha amiche, non ha argomenti di conversazione. Noah vuole andare a fare il brunch con Franzen, lei vuole parlare di dove mettere il fasciatoio.

Alcune scene di “The Affair”: Alison e Cole, l’ex marito

Margaret, madre di Helen

Sarah Treem dice che tre film hanno ispirato le tre stagioni. La prima è modellata su Unfaithful, e fin lì è facile: corna ordinarie, e ci scappa il morto. Per la seconda c’è Forza maggiore, film svedese in cui, durante una settimana bianca, pare stia arrivando una valanga, e il padre scappa pensando a sé invece che a tentare di salvare la moglie e i pargoli. Il tema è in The Affair già dalla prima puntata della prima stagione: uno dei quattro figli di primo letto chiede a Noah chi della famiglia sacrificherebbe in caso di pericolo, e lui risponde che si sacrificherebbe lui stesso. Mente? Il modello della terza stagione, dice Treem, è Caché, e qui diventa difficile. Se della terza stagione per ora sappiamo solo che Noah non sta più né con la moglie né con Alison, ma con una francese (interpretata da Irène Jacob, già sex symbol per ventenni con pretese intellettuali nell’era Kieślowski), di Caché nessuno ha mai capito niente (neanche Haneke che lo ha girato, secondo me). L’unica cosa chiara era che alla fine i ricchi sopravvivevano, e i poveri morivano. Ve l’avevo detto, che c’entrava la lotta di classe: chi non ha una piscina tutta per sé o se la procura o soccombe. (Ah, a proposito di classi sociali e della città in cui o hai una piscina o sei uno che pulisce le piscine: la prima battuta del Laureato è: «Stiamo iniziando la nostra discesa su Los Angeles»).


Dove eravamo rimasti? Il ritorno dei nostri eroi

Gli intrecci e i colpi di scena non si esauriscono con la prima stagione. In attesa del terzo annunciato capitolo di “Twin Peaks”, ecco le serie da continuare a vedere


Settembre

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19 — Gotham, stagione 3

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Il commissario Jim Gordon (Benjamin McKenzie) si troverà ad affrontare un nuovo cattivo, è Jervis Tetch, aka il Cappellaio matto (Benedict Samuel). Fox

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21 — Empire, stagione 3

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Nuovo capitolo nella saga familiare di Lucious (Terrence Howard) e Cookie Lyon (Taraji P. Henson) e nuove guest star, tra cui Mariah Carey, French Montana, Kid Cudi, Birdman. Fox

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22 — How to Get Away With Murder, stagione 3

Il primo mistero è perché siano apparsi manifesti di Annalise Keating (Viola Davis) con la scritta «assassina». Il secondo è come mai faccia capolino nella serie pure Mary J. Blige. Abc

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23 — Transparent, stagione 3

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La showrunner Jill Soloway ha già consegnato ad Amazon il pilot della nuova serie I Love Dick, con Kevin Bacon. Ma le avventure di Maura Pfefferman (Jeffrey Tambor) arriveranno almeno alla stagione 4. Amazon

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25 — The Last Man on Earth, stagione 3

Tandy, già Phil Miller (Will Forte, che firma la serie), deve continuare a stare attento ai sopravvissuti che incontra. E si tiene i capelli rasati. Fox

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29 — Quantico, stagione 2

Ritorna l’agente Alex Parrish (Priyanka Chopra), anche se lato Cia e non più Fbi. Dunque nuove avventure e un altro (misterioso) addestramento. Abc


Ottobre

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2 — Madam Secretary, stagione 3

Elizabeth McCord (Téa Leoni) è il segretario di Stato a cui guardare per l’incombente stagione elettorale. Cbs

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11 — Fresh Off the Boat, stagione 3

Continuano le peripezie della famiglia Huang (Randall Park è il padre Louis), alle prese con le radici taiwanesi e il sogno americano. Abc

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21 — Crazy Ex Girlfriend, stagione 2

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Archiviato l’arrivo a West Covina, Rebecca Bunch (Rachel Bloom, che firma la serie) fa i conti con Josh. Al solito, cantando. The CW

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21 — Black Mirror, stagione 3

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La serie antologica inglese approda su Netflix e imbarca nel cast Bryce Dallas Howard e Alice Eve. Gli sceneggiatori? Rashida Jones, Michael Schur. Netflix


Novembre

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5 — Red Oaks, stagione 2

Niente più scambi di corpo tra David (Craig Roberts) e Sam (Richard Kind), ma il loro rapporto viene approfondito. Amazon

 
 

Dicembre

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9 — Mozart in the Jungle, stagione 3

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Monica Bellucci appare come guest star mentre Rodrigo (Gael García Bernal) e Hailey (Lola Kirke) continuano a vivacizzare le partiture della New York Philharmonic. Amazon