Yolo / Arte

Illustrazione come Wunderkammer

26.10.2016

Claudio Romo, Viaggio nel fantasmagorico giardino di Apparitio Albinus

Nei disegni di Claudio Romo e Emmanuelle Houdart rivivono i gabinetti delle curiosità, il gusto per l’accumulazione, le macchine anatomiche: sono tavole per i bambini che piacciono anche, e soprattutto, agli adulti

Le loro tavole procedono per accumulazione: di ammenicoli raccolti in giro, di dettagli anatomici veri o inventati, di chimere mitologiche, ibride, polimorfiche. Una collezione di meraviglie e di mostri, una grande Wunderkammer barocca. Claudio Romo, cileno di Talcahuano, nato nel 1968, e Emmanuelle Houdart, svizzera parigina, nata nel 1967, vengono da strade ed esperienze diverse che si riuniscono in Italia. Entrambi sono autori pubblicati nel nostro Paese dalla modenese Logos. Entrambi sono presenti, con le loro opere, nella selezione della Mostra internazionale d’Illustrazione per l’infanzia numero 34 inaugurata a Sarmede (Treviso) il 23 ottobre e che resterà aperta fino al 29 gennaio. Entrambi creano tavole per bambini che piacciono anche, e forse soprattutto, agli adulti. Tanto che Romo sarà anche uno degli ospiti dell’appuntamento imprescindibile per bambini cresciuti: il Lucca Comics & Games, dal 28 ottobre al 1° novembre.
 

Claudio Romo

Viaggio nel fantasmagorico giardino di Apparitio Albinus è stato pubblicato quest’anno ed è presente nella mostra di Sarmede (che quest’anno dedica un focus proprio al Cile). Un giardino «pieno di fantasmi», che in realtà sono congegni onirici come l’automa gigante, i forni dalle radici profonde, gli aracnidi meccanici, Flavia la ginoide scrivana, il mimoide che incarna l’oceano rosso di Solaris preso in prestito da Stanisław Lem (1961). Un catalogo che ci restituisce l’annullamento del principio di non contraddizione proprio dell’infanzia, una fantascienza rigogliosa e terrena, spaventosa: «Il mio giardino palpita, si stira e respira come un organismo vivente… probabilmente si tratta della manifestazione concreta della mia immaginazione», confessa il protagonista dietro cui si cela l’autore. Tra le sue fonti di ispirazione cita «l’incisione in generale, la xilografia latinoamericana, Leopoldo Méndez, José Guadalupe Posada, Jose Luís Cuevas; illustratori come Dugin & Dugina, Doré; i fumetti, in particolare quelli di Moebius, Hugo Pratt, Tardi, David B. Questi autori (e tanti altri) mi hanno mostrato le grandi possibilità del disegno, e il suo rapporto con la narrazione. Per quanto riguarda invece la letteratura, un autore di riferimento è Jorge Luis Borges».

Claudio Romo, Viaggio nel fantasmagorico giardino di Apparitio Albinus

Claudio Romo, Nueva carne

Romo descrive i suoi disegni come «il mondo della finzione». E specifica: «Credo che sia un prodotto della cultura in cui vivo; da sempre mi nutro dei sistemi di culto della religiosità popolare latinoamericana. Sono da sempre attratto dalla cultura popolare, dalla letteratura fantastica e dalla fantascienza». Mostri messicani, bestiari ed erbari fantastici sono infatti parte della sua produzione in lingua spagnola.

Al Lucca Comics presenterà la sua ultima fatica: Nueva carne, antologia di esseri deformati e mutanti che potrebbero benissimo abitare in un inferno privato, alter ego cacciati dal proprio paradiso. Pur nella loro dimensione fantastica, starebbero a proprio agio accanto alle cere anatomiche settecentesche del Museo di Storia naturale di Firenze (una copia della Venere dei Medici dissezionata realizzata da Clemente Susini a Firenze è conservata anche a Bologna al Museo di Palazzo Poggi) o alle macchine anatomiche coeve di Giuseppe Salerno nella Cappella San Severo di Napoli, corpi fatti di vene e arterie che ancora non si sa come siano state realizzati. Non a caso la prefazione è di Ivan Cenzi, che con il blog bizzarrobazar.com sui gabinetti delle curiosità ha costruito una reputazione. E il giro di promozione del libro toccherà un paio di posti noti agli iniziati della materia: la libreria Black Spring Bookshop a Firenze e la Mirabilia Art Gallery di Roma.

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Nueva carne

Logos 2016, 64 pagine, 18 euro

Emmanuelle Houdart

Emilia Mirabilia è la storia, scritta con Flamant Ludovic, di una bambina che finisce nella pancia dell’orco. Mostri malati, appena uscito, è un elenco di cattivi delle favole affetti da angosce, pidocchi, emicranie, diarree e mal di denti (il vampiro, ovviamente). Entrambi, con tavole in pennarello su carta, traboccano di naturalia e artificialia: Emilia stessa è una collezionista di «ciottoli, conchiglie, rami, ossicini di pollo, libri abbandonati sulle panchine, cordicelle, fogli rosa e blu, bliglietti dell’autobus, del treno e del cinema, mozziconi di sigaretta, sabbia marina, nastri e bozzoli, uccelli vivi e morti…», mentre i mostri hanno sempre le tasche piene di oggetti e i loro vestiti sono decorati con insetti, pesci, foglie o pattern che sembrano pezzi di cervello e di arterie. Una costante della produzione dell’illustratrice francese, che si sofferma sul lato fantastico della natura, mettendone in risalto i colori e la varietà.

Emmanuelle Houdart, Emilia Mirabilia

Emmanuelle Houdart, Mostri malati

Houdart, come Romo, non è estranea all’illustrazione anatomica, come dimostra nell’orco di Emilia, una creatura dagli organi interni in sovrimpressione o in Guardaroba, autopsia emotiva di corpi di donna, il libro che l’ha fatta conoscere a Lina Vergara Huilcaman, direttrice di Logos edizioni e della collana degli illustrati: «È subito stato amore: in ogni pagina ho letto la mia storia come donna, come madre, come corpo».

Houdart svela i suoi modelli: «Ci sono artisti che ho amato immensamente, come Hieronymus Bosch e Roland Topor ma adoro allo stesso modo l’Art brut, tutte le forme d’arte naïf e mi piace anche il tatuaggio. Traggo ispirazione soprattutto dai miei interrogativi esistenziali, dalle piccole gioie quotidiane, dalla mia vita interiore. Ma inconsapevolmente mi nutro anche di tutto ciò che vedo ogni giorno: i colori, le forme, di cui ogni artista è affamato». Anche lei, como Romo, rivendica la libertà dei paesaggi che crea: «Credo che, più che l’assurdo, sia semplicemente la finzione a salvarmi, a offrimi un sollievo dal mondo terribile della realtà, restituendomi la bellezza e permettendomi di essere lucida pur mantenendo quella meravigliosa distanza protettrice che offre l’atto artistico».

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Mostri malati

Logos 2016, 40 pagine, 17 euro

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Emilia Mirabilia (con Flamant Ludovic)

Logos 2016, 30 pagine, 15 euro
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