Incontro con Tommaso Paradiso dei TheGiornalisti. Il nuovo album “Completamente Sold Out”; la scrittura, l'amore e il “maindie”

Devi ascoltare Completamente dal cd o a occhi chiusi, perché  se lo fai guardando il video su Youtube non riesci a concentrarti sul testo della canzone e per tutti i 3,39 minuti avrai un solo pensiero fisso: «Ma come facevano negli anni 80 gli uomini a vestirsi così male? E soprattutto: come facevano le donne a innamorarsi di uomini così malvestiti?». Se gli togli di dosso quella camicia color salmone contro la quale lui stesso ha combattuto (invano), a Tommaso Paradiso restano i baffi morettiani e un anello con una pietra bianca.

«Se non avessi fatto il cantante – racconta – avrei lavorato biecamente nella piccolissima azienda di famiglia che si occupa di pietre preziose». Ma scrivere è quello che sa fare meglio e che gli piace. Se è vero che i cantanti si dividono in quelli che “il momento più bello è quando scrivo le canzoni” e quelli che “il momento più bello è quando salgo sul palco”, Tommaso sta con i primi. «Sono troppo pigro e la sera ho troppo sonno», racconta mentre sta per partire il tour di Completamente Sold Out, il nuovo disco dei TheGiornalisti.

«Invece scrivere mi è sempre piaciuto, alle medie la professoressa leggeva i miei temi in classe. Poi in matematica ero scarsissimo, per fortuna avevo un’insegnante che mi adorava. Alla maturità mi ha risolto l’esercizio mentre il commissario esterno era distratto». Adesso che scrive canzoni per sé e per altri (Luca lo stesso, per Luca Carboni) spiega che «le canzoni vengono da sole» e anche che gli piacerebbe scriverne per Loredana Bertè, per Antonello Venditti o per Vasco.

Riccardo Ambrosio

«Io non lo so se le mie canzoni sono indie o mainstream. Forse sono “maindie”, un po’ indie e un po’ mainstream. D’altronde mi piacciono Nanni Moretti e Paolo Sorrentino, ma anche i fratelli Vanzina. Gli intellettuali si scandalizzano per questo, ma secondo me gli intellettuali sono la rovina del mondo». Peggio degli intellettuali per Paradiso ci sono solo «le pischelle» che usano gli hashtag come #mondaymood o #sundaymood. «Però Instagram mi piace un sacco, l’ho definito il luogo dell’amore, perché non ci sono gli haters».

E di amore parla tantissimo anche il disco: un amore sputtanato («mi auguro di cuore che non ci incontreremo mai più  per non perdere l’ultimo  briciolo di dignità che mi rimane»), l’amore di quelli che di notte lasciano disperati messaggi in segreteria («sono io che ti telefono per sentire come stai ma è soltanto una scusa banale»), l’amore disperato («disperato: non è male, ci trovo un sacco di poesia»). Ma è anche il disco di chi toglie il freno a mano, di chi aspetta qualcuno che venga a cambiargli la vita, di chi si butta a capofitto nelle storie, completamente.

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