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Con Starboy, The Weeknd attacca Michael Jackson

IL 86 02.12.2016

LaPresse

L'interrogativo non è se avrà successo ma quanto successo avrà

«Looks like we’ve all been waiting for the Weeknd», titolava Forbes due mesi fa. In foto, il cantante di Toronto reggeva a stento gli otto Billboard Music Awards vinti in maggio. Abel Tesfaye è l’uomo più desiderato del pop, e non ci riferiamo a Bella Hadid. Grazie a Beauty Behind the Madness, l’ex commesso di American Apparel è asceso dai sotterranei dell’R&B ai piani alti del pop globalizzato. Ora c’è il nuovo album Starboy che Weeknd ha presentato facendo le mosse giuste. Vince facile con il singolo con i Daft Punk Starboy. Produce un video violento e scioccante trasformando False Alarm nella colonna sonora di uno sparatutto. Apre temporary shop. Posa da eclettico e cita tra le influenze Prince e DeBarge, ma pure le proprie origini etiopi e poi The Smiths, Bad Brains, Talking Heads. C’è aria di rinnovamento.
La croce che gli pende dal collo serve a tener lontano il vecchio cantore vampiresco di dissolutezze leggendarie. Ora Weeknd preferisce sbatterci in faccia il fatto che in una settimana guadagna quanto noialtri in 365 giorni – o ci sopravvaluta o è scarso in matematica, avendo lui incassato 55 milioni di dollari nell’ultimo anno – senza rinunciare a una buona dose di tormento esistenziale. La domanda non è: avrà successo? La domanda è: quanto successo avrà? Starboy è l’album con cui Abel Tesfaye mette alla prova l’ambizione d’essere il Michael Jackson decadente dei millennials.

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