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L’Italia orwelliana

IL 87 16.12.2016

Scenari personali / 2017: altro che “1984”. Se l’autore della “Fattoria degli animali” potesse vedere l’alba del nuovo anno, nel mondo e nel nostro Paese, si leccherebbe i baffi.

Se George Orwell potesse assistere allo spettacolo dell’alba del 2017, si leccherebbe i baffi. A Londra si è insediata una signora che qualche anno fa voleva abrogare la legge sui diritti umani; in Russia Vladimir Putin continuerà a indirizzare i suoi colpi di judo a Bruxelles e ad Aleppo fino a rendere sempre più verosimile un impero euroasiatico sotto il suo dominio; Donald Trump riporterà indietro le lancette fino ai tempi di Warren Harding – il presidente che flirtava col Ku Klux Klan – e invererà nuove profezie simpsoniane (è ricco e reazionario come il signor Burns e ricorda il sindaco di Springfield, che ha sposato una donna conosciuta in un locale di burlesque e la tradisce volentieri con la Miss di turno); mentre continueranno a uscire panegirici su Fidel Castro, specie da parte di quelli che dicono di no a tutto temendo «derive autoritarie»… Visto che ci siamo, parliamo dell’Italia. Orwell andrebbe pazzo per i 5 Stelle, col loro populismo e reazionarismo condito in salsa apocalittica. Vi ricordate di “Gaia”, la visione del futuro di Gianroberto Casaleggio, secondo il quale nel 2054 nascerà una nuova civiltà dominata dalla Rete, che emergerà da una terza guerra mondiale? Ne verrebbe fuori un romanzo un po’ utopico un po’ distopico che si potrebbe intitolare 2054, appunto. O 2017. “La democrazia della Rete” è il nuovo occhio onnivedente; la psicologia del potere del Partito Unico è mandata a memoria, specie quando promulga la necessità di un «inganno cosciente» mantenendo «una fermezza di proposito che s’allinea con una totale onestà»; e uno degli slogan del neo-mondo orwelliano – «L’IGNORANZA È FORZA»  – è anche il nuovo mantra. Il partito è diretto da una S.r.l; il popolo è chiamato a votare via internet gli editti dei capi; il Grande Fratello ti controlla da un blog col suo fascismo di risulta. Prende in giro le donne che fanno la mammografia perché, sostiene, «si informano male, leggono “Donna Letizia”»; di un giornalista di origine ebraica che ha osato criticarlo dice: «Non mi fido di qualcuno con un tale naso»; dà della «vecchia puttana» a Rita Levi Montalcini, accusandola di essersi comprata il Nobel e chiama un omosessuale «un buco senza ciambella». Più che a 1984, l’Italia del 2017 potrebbe assomigliare a La fattoria degli animali: Orwell descriverebbe l’antropomorfizzazione del capo dei maiali, Napoleon, con davanti una fotografia di Beppe Grillo.

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