Magazine / Explicit

La fantasia al posto della paranoia

IL 87 18.12.2016

Scenari personali / 2017: i complottisti saltano un giro. Profeti, catastrofisti e cospiratori: tutti in cantina, insieme alle cianfrusaglie. Soltanto un anno. Per un lungo e profondo respiro

New York. Esterno, notte, 1997. I tombini sbuffano scie di vapore bianco e i neon si specchiano sui taxi gialli, pozze d’acqua che hanno riflessi argento. Ipotesi di reato, diretto da Richard Donner, inizia così, in una Times Square da manuale, mentre ascoltiamo Mel Gibson che straparla. Jerry Fletcher chiede alla vecchietta che scarrozza nel traffico: sa cosa ci mettono nell’acqua? Il fluoro. Col pretesto che ti rinforza i denti. E sa che cosa ti fa quella robaccia lì? Ti indebolisce la volontà, ti annulla la possibilità di pensare in modo libero e creativo. Ti fa diventare schiavo del potere.

Stacco. Vent’anni dopo: il progresso del pensiero logico? Buio. Schiere di uomini a portata di web e un mondo sotto assedio. Tutto è agito alle spalle dei cittadini (onesti). Fermentano i poteri forti, le multinazionali del farmaco cospirano insieme ai governi: potrebbero curarci dal cancro ma non vogliono; orde di scie chimiche passeggiano in mezzo al cielo mentre sconosciute nano-particelle mortali scivolano dentro al cibo, i vaccini tossici scorrono nelle nostre vene, le multinazionali cerealicole fondano il Cartello del grano, Gheddafi non è morto, il World Trade Center è stato fatto a pezzi dagli americani, i terremoti sono declassati con un colpo di mouse, stamina sarebbe la svolta se non fosse… e poi l’evergreen, a nostra insaputa si muove un unico grande disegno giudaico-massonico-americano-inglese. Non finisce qui, perché complotti e profezie sono come ciliegie, uno tira l’altro. Secondo alcuni teorici, la gigantesca eclissi solare prevista per il prossimo 21 agosto è la prova ontologica dell’Apocalisse. E lo Stato di Israele sta per compiere settant’anni, cioè l’esatta durata di una generazione biblica. Di nuovo: ovvi presagi di una fine certa.

Nel mio piccolo, vorrei esprimere un desiderio per il 2017. Eccolo: saltate il turno! Profeti, catastrofisti, cospiratori e complottisti tutti in cantina, insieme alle cianfrusaglie. Soltanto un anno. Ma un lungo e profondo respiro. La fantasia sì, ovvio, quella sempre, senza si avrebbe l’aria di un edificio abbandonato, però altrove e al posto della paranoia. Del tipo: impara le regole come un esperto e potrai romperle come un artista – senza barare sulla premessa. Insomma, che anche la fantasia, quest’anno, abbia diritto ad avere un senso. #jesuisfantaisie

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