Explicit / Idee

C’è in palio la nostra attenzione

IL 87 16.12.2016

Scenari personali / 2017: il digital detox. La nostra sempre più volatile capacità di concentrarci è il campo di battaglia della guerra globale in cui siamo tutti arruolati

Da quando ho iniziato a scrivere le duemilacinquecento battute di questo articolo ho controllato l’iPhone trentadue volte: conosco il numero esatto perché ho scaricato Checky, un’app che registra tutte le volte che sblocco il cellulare. La produce un’azienda che si chiama, senza tanta fantasia, Calm.com e che vende, tra le altre cose, un servizio in abbonamento per fare mindfulness online (slogan: “Calm the mind, change the world”). Se a New York hanno aperto un ristorante dove mangiare ramen rigorosamente in solitudine dentro un cubicolo zen e minimale (aboliti anche i rapporti con i camerieri, nascosti da una tendina), all’hamburgheria di Eataly sotto casa è possibile chiedere alla cassa una scatola di legno dove chiudere a chiave il cellulare durante la pausa pranzo.
Il 2017 sarà l’anno dell’attenzione. Perché la nostra sempre più volatile capacità di concentrarci è tanto il campo di battaglia quanto la posta in palio della guerra globale in cui siamo tutti arruolati. Risorsa rara, e perciò preziosa, come il petrolio si sta esaurendo: le cose da fare aumentano mentre le giornate restano uguali, da qui l’assalto al sonno e la sua difesa – altra tendenza in arrivo, “SVEGLIAAA” come direbbero sul web. Il concetto chiave dell’anno nuovo sarà digital detox, la disintossicazione da sbornia informatica, la riabilitazione per i drogati da notifica. Il fatto è che drogati di notifiche lo siamo tutti, chi più chi meno, perché ogni anno vengono spesi milioni di dollari per studiare i modi più efficaci per farci stare attaccati a queste amate protesi e non c’è particolare di qualsiasi interfaccia che non sia pensato per monetizzare l’attenzione dell’utente.
C’è anche un laboratorio di Stanford, il Persuasive Tech Lab, che progetta le «macchine studiate per influenzare i comportamenti e le convinzioni umane» (così recita il sito): da lì viene, tra l’altro, uno dei fondatori di Instagram. È ovvio che tutto ciò dà vita a un business uguale e contrario per resistere a questo drenaggio dell’attenzione, dalle app ai rehab in cui sono vietati tutti i tipi di WMD, che non sono più le armi di distruzione di massa ma i wireless mobile device. Ma spiega anche, a livello culturale, il fascino per le storie di purezza e isolamento (uno dei libri dell’ultima fiera di Francoforte è stato un saggio norvegese sul silenzio, Silence in the Age of Noise di Erling Kagge). Il mondo è pronto per il primo leader che si presenterà armato soltanto di un vecchio Nokia 3210.

Ps: siete arrivati fin qui senza mai controllare le notifiche?

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