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Giornali a gettone e libri a buffet

IL 87 16.12.2016

Scenari personali / 2017: il redde rationem. Le migliori e più fresche teste pensanti del Paese dovranno pagare per esprimere la loro opinione

La beffa delle beffe, Trump presidente degli Stati Uniti, è ormai andata in scena. Nel 2017 non resta che farla fruttare. Dopo decenni di stigma sociale, gli intellettuali italiani potranno giocarsela da protagonisti nei più esclusivi salotti liberal americani dispensando consigli contro il rischio di un secondo mandato Trump: non demonizzare il nemico, piantarla con le caricature del supercafone e del suo entourage; tenere a bada la magistratura amica; imporre a Tom Ford di vestire la first lady. In pratica, i nostri intellettuali dovranno cercare ingaggi retribuiti come consulenti di strategia per il contenimento del danno. Anche perché in Italia il 2017 sarà l’anno del redde rationem. Alle migliori e più fresche teste pensanti del Paese, per esprimere la propria opinione verrà chiesto di pagare un gettone di presenza per l’occupazione delle piattaforme giornalistiche. Niente più compensi di un’esiguità umiliante, niente più tempo speso nel recupero crediti presso uffici amministrativi di testate giornalistiche. All’atto della richiesta dell’articolo, al giovane collaboratore o alla prestigiosa firma già lautamente pensionata verrà fornito un codice Iban per provvedere al versamento immediato del gettone di presenza. Appena ricevuto il compenso, la testata pubblicherà il pezzo, tagliandolo e sostituendo aggettivi a suo piacere. Nel contempo, in assenza di acquirenti di romanzi che non siano saghe poliziesche, gli editori pubblicheranno tentativi di grande romanzo italiano solo in cambio di voti allo Strega e di traduzioni dei best seller stranieri. Il Pigneto, simbolo pulsante della neocricca romana subentrata ai Moravia e alle Maraini tanto invisi a Giuseppe Berto, verrà abbandonato dai suoi stessi estimatori quale luogo dell’anima e dell’intelletto e soppiantato dal centro di Roma, dato il degrado superiore a quello delle aree periferiche. Nel frattempo, nella Milano tappezzata di orti verticali e orizzontali, si prepara una strabiliante infornata di celebrazioni del libro e dei suoi autori, tra fiere e saloni, milanesiane, book city. La sbrigativa capitale morale dimostrerà una volta per tutte che i libri non si leggono né si comprano, ma si partecipa agli eventi e così, in un paio d’ore, si risolve il problema del versante culturale dell’esistenza. Continueremo a consolarci mangiando e bevendo. Ma niente prosecco, per carità: la Gabanelli ha dimostrato che, quanto a veleni, peggio della terra dei fuochi ci sono solo le colline della Valdobbiadene.

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