Nel 2017 torna la serie “Curb Your Enthusiasm”. L'ultima stagione, l'ottava, era del 2011. Il suo creatore e protagonista avrà un sacco di nuove insofferenze da raccontarci

Il pubblico di Curb Your Enthusiasm è di due tipi: quelli che pensano che Larry David sia uno stronzo, e quelli che sanno che è un santo. Con Larry David, naturalmente, non intendo il Larry David che a quarant’anni s’inventò Seinfeld passando da comico squattrinato ad autore multimiliardario; quello che in questo secolo può permettersi di tutto – anche d’ideare una serie sulle insofferenze di Larry David, interpretarla per otto anni, chiuderla nel 2011 e decidere di riprenderla sei anni dopo. Con Larry David intendo quello dello schermo, l’io narrante, che sta al vero Larry David come Tracy Lord, la protagonista di Scandalo a Filadelfia, stava a Katharine Hepburn (le istruzioni della Hepburn al commediografo furono: falla come me, ma verso i tre quarti della storia falla ammorbidire).

Il Larry David dello schermo, quello che a un certo punto del 2017 il Larry David della realtà si degnerà di far tornare in onda, è una versione parecchio ammorbidita del miliardario col caratteraccio; un sociopatico affettivo, un’invenzione psichiatrica che permette a chiunque detesti (quasi) altrettanto l’umanità di smaniare: perché non si ribella, perché non caccia i parenti che gli impongono tradizioni natalizie, perché è disposto a sopportare il resto del mondo più di quanto lo fosse Lucy Van Pelt, modello comportamentale degli scorbutici degli ultimi decenni? Lo sappiamo anche noi che la risposta è «perché una striscia dei Peanuts era fatta di quattro vignette, e poteva finire con Lucy che sbottava; mentre un’intera puntata, un intero impianto narrativo creato attorno al protagonista scorbutico per dieci puntate l’anno, non reggerebbe se Larry non lasciasse invadere i propri spazi e ignorare le proprie priorità da gente cui, nella realtà, sbatterebbe la porta in faccia». Lo sappiamo, ma soffriamo comunque.

Gli altri, quelli che ritengono normali le imposizioni familiari durante le festività, o tenere l’ascensore aperto per qualcuno che sta arrivando, o aspettare che vengano serviti anche gli altri commensali prima di cominciare a mangiare, quelli che pensano che se non adempi a questi comandamenti sociali almeno dovresti vergognartene, loro non ci capiscono: non capiscono il Larry dello schermo, e non capiscono noi, che tifiamo perché riesca a far chiudere le porte dell’ascensore prima che ci s’infili una rompicoglioni. Non ci capiremo mai, noi che riteniamo l’umanità un gigantesco complotto per non lasciarci brontolare per i fatti nostri, e gli altri, quelli socievoli.

Siccome il Larry della realtà può tutto, Curb Your Enthusiasm (piano con l’entusiasmo: un atteggiamento che o ce l’hai di natura o è difficile spiegarti come ci sembri l’unica via percorribile) era finito ma non era finito. Hbo gli aveva detto che poteva fare o non fare la serie, come pareva a lui, quando pareva a lui. Lui si è preso sei anni di pausa: l’ottava stagione era finita nel 2011. Erano ancora storie senza smartphone e relative invadenze: uh, quante nuove insofferenze avrà da illustrarci Larry – quello vero.

→ 2017, Hbo

LE SERIE DA SEGUIRE NEL 2017

 
 

I LOVE DICK

La prima, originale anti-eroina
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Il libro omonimo da cui è tratta la serie è già un caso letterario a sé stante. Autobiografico (nemmeno il disturbo di cambiare i nomi propri), scritto da Chris Kraus nel 1997, ha goduto in America di un successo differito di vent’anni: l’autrice è stata riscoperta come madre nobile di un certo post femminismo dalle ragazze cresciute a Girls (prima stagione) e Inside Amy Schumer e che ora si ritrovano magari in Fleabag. «Female antihero», l’ha definita recentemente il New Yorker. In Italia il libro non è mai arrivato. Qualcuno ci sta pensando, ma niente di certo. Nel frattempo Amazon ha cavalcato l’onda editoriale: Chris e Sylvère sono una coppia che arriva a Marfa, Texas, dove lei si invaghisce, con tanto di lettere scritte e spedite, del sociologo Dick. Il doppiosenso è confezionato da un cast mica male: Dick è Kevin Bacon, splendido alle soglie dei 60 anni, e Chris è una Kathryn Hahn finalmente fuori dal ruolo di spalla. Jill Soloway, reduce dal successo di Transparent, dirige i primi episodi e produce: una garanzia? Se Amazon Prime Video sbarca in Italia in tempo utile, si potrà valutare in prima persona. (Sa.D.)

→ 2017, Amazon

 
 
 

TWIN PEAKS

A 25 anni dalla morte di Laura Palmer
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C’è il vecchio cast, più tanti ospiti – Monica Bellucci, Laura Dern, Jennifer Jason Leigh, Tim Roth, Eddie Vedder (!?), Naomi Watts. Il trailer comincia dicendo: «A volte la location diventa un personaggio». L’Fbi ritrova una scatola misteriosa con un dossier dentro. Sono passati 25 anni, una agente viene incaricata dell’esame. Mark Frost, co-autore insieme a David Lynch dell’originale e di questo ritorno su Showtime, spiega da dove si riparte: «Che cosa è successo dalla morte di Laura Parlmer? E come mai un “archivista” anonimo ha compilato un dossier così completo su Twin Peaks e le sue origini?». Altra chicca: nel rispetto dei potenti mezzi dello streaming, Showtime annuncia che non è detto che vada in onda in modo regolare, con un formato preciso. (F.Pa.)

→ 2017, Showtime
TABOO

Soprattutto,padre e figlio
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Lo credono morto, ma torna a riprendersi l’eredità del padre. È Tom Hardy, l’uomo più figo del mondo. Che l’ha scritta col padre vero, “Chips” Hardy.

→ 7/01/17 su BBC1 (poi FX)

 
 

AMERICAN GODS

Benvenuto presidente
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Perfetta per l’esordio di Donald Trump la serie dal romanzo di Neil Gaiman: gli immigrati portano in America le loro divinità e i loro spiriti.

→ 2017, Starz
DEAR WHITE PEOPLE

Cari bianchi
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Dal film che ha conquistato il Sundance due anni fa, una commedia sull’essere neri in un college per bianchi ricchi. Scrive e dirige Justin Simien.

→ 2017, Netflix

 
 

1993

«Da un’idea di Stefano Accorsi»
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1992 ha raccontato Tangentopoli: se sosteniamo il seguito, nella terza stagione arriveremo alla Discesa in Campo…

→ 2017, Sky Atlantic
ROOM 104

Due fratelli in una stanza
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I fratelli Duplass, sempre attenti alle mode, creano una serie antologica dove la stanza è sempre la stessa, i personaggi cambiano.

→ 2017, Hbo

 
 

MINDHUNTER

David Fincher torna a Netflix
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1979: due agenti dell’Fbi interrogano i serial killer per risolvere nuovi crimini. True Detective? No, più solido: produce David Fincher.

→ 2017, Netflix

 
 

BARRY

Bill Hader e uno show tutto suo
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Bill Hader è uno dei migliori laureati recenti del Saturday Night Live. Ora scrive, dirige e fa il sicario in incognito in un gruppo teatrale a LA.

→ 2017, Hbo
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