Journal / Design

L’Arena sotto copertura

di REDAZIONE
31.01.2017

Il progetto di un telone a (quasi) scomparsa dei tedeschi di SBP e GMP ha vinto il concorso di idee che il Comune della città scaligera, con il contributo di 100mila euro da parte di Calzedonia, ha messo in campo per proteggere l'anfiteatro romano

Un telone sopra l’Arena di Verona. Che si chiuda e quasi scompaia. È il progetto dei tedeschi di SBP e GMP, vincitori del concorso di idee che il Comune della città scaligera, con il contributo di 100mila euro da parte di Calzedonia, ha messo in campo per «garantire ulteriormente la salvaguardia e la conservazione dell’antica struttura, perfezionando inoltre la sua fruizione quale luogo di spettacolo, grazie a una soluzione progettuale di equilibrata coesistenza e rispetto del monumento», come ha spiegato il sindaco della città, Flavio Tosi. «Siamo da sempre legati a Verona», ha aggiunto Sandro Veronesi, fondatore e presidente di Calzedonia, azienda con sede a Dossobuono di Villafranca di Verona: «Pensiamo che supportare questo bando sia una grande occasione per la nostra città. Gli agenti atmosferici stanno danneggiando l’Arena e nostro primario obiettivo è di salvaguardare l’anfiteatro. L’iniziativa di sostenere un concorso di idee ci ha permesso anche di proseguire un percorso nel quale da sempre crediamo e investiamo: il supporto del talento, il creare occasioni concrete e reali possibilità professionali per le nuove generazioni».

Il progetto vincitore dei tedeschi SBP e GMP

I tedeschi Schlaich Bergermann Partner, di Stoccarda, specializzati in consulenze ingegneristiche, insieme agli architetti Gerkan, Marg and Partners, di Berlino, si sono aggiudicati il primo premio da 40mila euro. Hanno ideato una copertura a (parziale) scomparsa. Un anello perimetrale poggiato sul bordo superiore dell’Arena permette di raccogliere i teli di copertura, disposti su un solo ordine di cavi riavvolgibili: ciò riesce a mantenere quasi completamente libero lo spazio aereo soprastante. Il riavvolgimento genera una parte ad anello sempre coperta, la cui configurazione tuttavia interagisce in modo misurato con l’ellisse dell’Arena.

Il progetto che ha vinto il secondo premio, con capogruppo Vincenzo Latina di Siracusa: un anello reticolare sorregge la copertura che si apre grazie a segmenti gonfiabili accostati

«Quello vincitore è un progetto fantastico: le infrastrutture di sostegno praticamente scompaiono», ha commentato Flavio Tosi, che ha specificato: «Spendiamo centinaia di migliaia di euro all’anno per la manutenzione dell’anfiteatro, esposto alla pioggia e agli agenti atmosferici. Con questo progetto li risparmieremmo». Il tetto “tedesco” verrebbe a costare 13,5 milioni di euro. Interpellato a proposito, Sandro Veronesi ha detto: «Se abbiamo iniziato questo percorso è perché siamo in grado di finanziarlo. Magari lungo il cammino potrebbero aggiungersi anche altri, ma l’azienda è anche capace di fare da sola. L’importante è che il progetto sia valido e condiviso».

Il progetto che ha vinto il terzo premio, con capogruppo Roberto Gianfranco Maria Ventura di Codogno (Lodi): il telo viene raccolto centralmente come negli antichi velari

Ora si apre la fase di confronto con la sovrintendenza e il ministero, per mettere in pratica quello che finora, come la forma del concorso di idee ha esplicitato, sono progetti sulla carta. Ma la macchina è ormai avviata e i 12mila metri quadrati di copertura di un’opera che ha 2000 anni di storia potrebbero presto diventare realtà.

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