Explicit / Fiction

Leggere “Guerra e pace” a San Sebastián

di Guido De Franceschi
illustrazioni di DANIELA BRACCO
IL 88 23.01.2017

“Patria”, ovvero il grande romanzo basco di Fernando Aramburu

Ci sono “questioni nazionali” su cui un Paese, e una comunità, pensano di sapere ormai tutto, su cui sono state scritte migliaia di analisi sui giornali, su cui sono stati pubblicati saggi a centinaia, su cui tutti hanno già espresso la propria opinione a tavola davanti al telegiornale o al bar davanti a una birra. Poi, però, arriva un romanzo. E, improvvisamente, la Storia, quella con la “s” maiuscola, non sembra mai essere stata raccontata con quella definitiva lucidità che emerge da una storia con la “s” minuscola, da un libro che ha spinto alcuni critici spagnoli a parlare, nientemeno, di un Guerra e pace iberico.

Arrivato al nono libro (due dei quali tradotti da La nuova frontiera, questo, Patria, sarà invece pubblicato da Guanda), Fernando Aramburu ha reimpastato la malta e ha nuovamente cotto i mattoni con cui aveva costruito i suoi testi precedenti e con cui Bernando Atxaga, l’altro grande scrittore basco (che scrive in euskera, mentre Aramburu scrive in spagnolo), ha raccontato alcuni spicchi della sua terra. E con questi materiali rinnovati ha eretto un edificio che ha la solidità del classico. Al centro di Patria ci sono due famiglie basche e un paese senza nome nell’entroterra di San Sebastián. Amiche le due matriarche, Bittori e Miren. Amici i loro mariti, il Txato e Joxian. Cresciuti insieme i loro ragazzi: Nerea e Xabier, i figli del Txato e di Bittori; Joxe Mari, Gorka e Arantxa, i figli di Miren e Joxian. Nella vicenda, c’è tutta la vita, ci sono i rapporti tra fratelli e coniugi, la malattia, la disabilità, l’innamoramento, la libertà da studente fuorisede, la difficoltà di un ragazzo omosessuale a rivelarsi in un ambiente conservatore, i matrimoni, i divorzi, i viaggi. E, oltre alla vita, c’è anche la morte. La doppia saga familiare, raccontata in capitoli che si addentellano l’uno nell’altro con andirivieni perfettamente calibrati lungo un ventennio, basterebbe a rendere Patria l’opus magnum di un narratore esperto. Ma la vicenda è un pretesto per dissezionare sotto una luce mai così limpida gli elementi del terrorismo separatista che ha dilaniato per quarant’anni il Paese basco – senza didascalismi e senza caricature, con un’idea chiarissima di chi siano state le vere vittime ma senza i manicheismi propri dell’antinazionalismo nazionalista assai diffuso in Spagna. I sette personaggi e il coro delle comparse sono un pretesto per raccontare come la trama sottile tessuta dall’Eta abbia avvolto come un serpente costrittore un popolo, come la lama del “loro” e del “noi” sia affondata in una comunità fino a tagliare in due i paesi, le famiglie, gli individui. Perché il Txato, per non aver pagato il pizzo che i terroristi pretendono dagli imprenditori, è stato assassinato, mentre Joxe Mari, il figlio del suo miglior amico, è diventato un etarra.

Ancor più e ancor meglio di un’uccisione che ha disfatto una famiglia, Patria sa raccontare, con un particolare capace di farsi universale, la morsa dell’identarismo violento. Prima e dopo le pallottole ci sono le scritte sui muri con il nome del Txato inscritto al centro di un mirino, gli amici che tolgono il saluto, i “buongiorno” e “buonasera” che si trasformano in frettolosi cambi di marciapiede, i commercianti che oppongono uno sfacciato “l’ho finito” a ogni richiesta della sua famiglia, la scivolosità del parroco, le foto dei terroristi del paese appese nei bar, poco sopra il salvadanaio in cui si raccolgono fondi per i “prigionieri politici”. Ma, dopo che una pioggia atlantica incessante ha battuto su tutto, sul cadavere del Txato, sulle manifestazioni indipendentiste, sulle visite di Bittori al cimitero in cui è sepolto il marito, il cessate il fuoco dell’Eta sembra aprire un possibile squarcio di sereno. Ampio abbastanza, quantomeno, da far passare il raggio che illumina Patria.

Fernando Aramburu
Patria

Tusquets 2016
646 pagine, 22,90 euro
La traduzione italiana uscirà a settembre per Guanda
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