Viaggio fuori porta nel più grande cratere del mondo

Makhtesh Ramon
מכתש רמון

Lunghezza: 40 km

Larghezza: 2–10 km

Profondità: 500 m

Lasciandosi alle spalle Tel Aviv, Gerusalemme e l’intera Silicon Wadi, può essere una buona idea puntare verso Sud in direzione deserto del Negev. Il Negev non è un deserto da nulla: occupando più della metà del territorio israeliano, la sua è una presenza con cui fare i conti. Non è un segreto che siano stati molteplici i piani governativi finalizzati negli anni a popolarlo e che sia sempre stato considerato una chiave all’interno dello scacchiere strategico sionista. Ci sono state le miniere di rame, le grandi centrali chimiche e i kibbutz (uno di questi, quello di Sde Boker, fu la residenza ufficiale di David Ben Gurion fino alla sua morte), mentre oggi compaiono grandi distese di pannelli solari, le più grandi basi militari del Paese e si è avviato un incisivo movimento vinicolo.
Energia, Difesa, Turismo, tre importanti pivot dello sviluppo economico israeliano passano – e sempre più passeranno – da queste distese aride di città nabatee e rocce. A solo un paio d’ore di macchina dalle due città più importanti si può fare tappa a Mitzpe Ramon, minuscola cittadina affacciata sul Makhtesh Ramon, un immenso cratere di 40 chilometri di diametro che potrebbe essere la nuova scommessa dello sviluppo turistico regionale.

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HIGHLIGHTS

Per dormire avete due scelte, a seconda del vostro livello di mollezza occidentale: se è tendente a zero, allora c’è il campo base all’interno del cratere, con tende simil-beduine sotto la stellata del Negev. Altrimenti, c’è il lusso del Beresheet Hotel, cinque stelle di bungalow e piscine (di cui una esterna vista cratere), spa e cinema privato. Davanti al centro visitatori, non dimenticate di scambiare due chiacchiere con Yakov, ex impiegato alle poste moscovite, venuto qui a suonare vecchi inni sovietici con fisarmonica e carretto multicolore

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STORIA DEL PIÙ GRANDE CRATERE DEL MONDO Non è di origine vulcanica né meteoritica, ma è il più grande cratere del globo. Una volta qui era tutta acqua e, ritirandosi, quel che si è lasciata alle spalle è questa immensa voragine di coloratissime colline argillose e saliscendi e animali come l’ibex nubiano, l’asino selvatico asiatico, la gazzella dorcade e altre specie meno simpatiche di lucertoloni e serpenti

Alen, l’aquila del deserto

Alen Gafny vi guida come una volpe all’interno del cratere mentre come un’aquila vi fa fare rappelling sospesi su pareti rocciose imbragati ma liberi di fluttuare (si scende invece di salire). A parte tutto, il tour in jeep è obbligatorio e Alen conosce ogni singola pietra del Makhtesh Ramon. Tip: fatevi dare il suo numero di cellulare e chiamatelo a tradimento, ha una suoneria che vi strapperà più di qualche sorriso.

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Davanti al centro visitatori, non dimenticate di scambiare due chiacchiere con Yakov, ex impiegato alle poste moscovite, venuto qui a suonare vecchi inni sovietici con fisarmonica e carretto multicolore

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