Explicit / Idee

Verità orgiastica

IL 89 17.02.2017

Dare i numeri a parole

Aridànghete con questa verità noiosa. Ennesima e una: c’è contraddizione? Sì, e allora? La verità è contraddittoria? Sì, è una sola quando è ancora ignota. Se appare è già chimerica, capra, leone, drago, e fuoco sputato. Spara pose multiple. Quando arriva il suo momento innesca con le parole che servono per dirla, esplode, sfiamma in più lingue, sfavilla in varianti, irradia in distinguo, sfuma in aloni. L’essere umano è pirotecnico nel momento veritiero, e non è mica un difetto, anzi è qualità festosa e illuminante: lanci al buio, abbaglianti, fulminanti, a spaccata, botti, fiamme, e fumo. È insopportabile, la verità? Così si dice, ma essa dirama per distribuire il peso. Prendi Dio: se esiste è perché forse non esiste, non esistendo in un verso esiste per altri versi in ogni luogo. È finito l’universo che è infinito, si contrae però s’espande. E la cioccolata fa un po’ male, invece no. Il vino rosso bene e mica tanto. Una e sola, la verità non ha né dà soddisfazione. Ha propensione orgiastica. Metastasio su musica barocca: questa sì che è verità, cantata dai cristalli e dall’acqua, piena di riflessi e sfaccettata. Già in fuga nei primi versi dell’Abbandonata. Subito tre rime: move, altrove, la terza è lei: Didone. Più che detta è fatta, la verità, bella e fatta, e corre verso l’addio. Addio, verità. Che mai è ma sempre sarà, non bruciante ma bruciata. Ora voglio complimentarmi con il nostro tempo. Si finge un po’ scottato da fuocastri menzogneri ma è una tattica, è assuefazione del popolo agli stupori, allo spasso, alla piazzata artificiale, alla meraviglia numerosa della verità, che mai è stata se non variegata, fantasiosa, colorata, colorita da elementi che sublimano combusti: bario per il verde, titanio per l’argento, per il rosso lo stronzio. E la spoletta è umana.

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