Ha pubblicato solo un Ep, Now That the Light is Fading, ma noi ci scommettiamo: Maggie Rogers farà parlare di sé a lungo

Un Ep con cinque canzoni che si apre con un canto a cappella delle sue voci sovraincise una sull’altra e le cicale sullo sfondo. La seconda traccia ha un delicato beat tropicale con una di quelle melodie ragionanti alla Lorde che poi sale all’improvviso in un falsetto completamente R&B. Da lì in poi si fa per lo più quello, con una voce buona e del bucolico dolcemente fuori posto.

Perché lo stiamo recensendo? Non è nemmeno un album intero! Faccio delle ricerche e scopro che la ragione per cui parliamo di Now That the Light is Fading è che Alaska, il secondo brano, è piaciuto a Pharrell quando Rogers non era che un’iscritta a quel DAMS poco anarchico che è la Tisch School of Arts della New York University. Il contesto è una masterclass ripresa con le telecamere e postata dopo un bell’editing stile talent in modo che gli aspiranti musicisti o “media moguls” di tutta l’America possano convincere i genitori oppure una banca a prestargli i soldi per iscriversi (Pharrell è una delle facce più dolci e leggibili dello show business americano: ho visto un video in cui Oprah Winfrey gli mostra un video dove gruppi di persone cantano la sua Happy in ogni parte del mondo e lui guardando piange a dirotto).

Fraser Jones

Pharrell si presenta nella piccola aula tecnica e dà consigli agli studenti, per poi esaminare tre brani. L’ultimo è di una studentessa ventenne timida e seria con jeans chiari norm-core, cresciuta in campagna suonando il banjo. Dopo essersi iscritta all’università, Rogers ha smesso di fare musica per due anni, ma si è ritrovata a Parigi per un periodo e «ho fatto un’esperienza veramente spirituale con la musica dance». A quel punto, spiega, ha deciso di combinare l’immaginario folk con il carattere e l’energia della dance, e si è messa a registrare come una furia.

Come c’è il food porn e l’architecture porn, esiste forse anche il success porn: guardare video in cui si vede la gente arrivare al successo. Il video di NYU è fatto molto bene: inquadra i due che ascoltano la canzone seduti fianco a fianco; lei ogni tanto lancia un’occhiata timida, preoccupata ma anche consapevole a lui, che è preso dalla canzone, aggrotta le sopracciglia e stringe le labbra. Maggie Rogers, che ora già fa il tutto esaurito in America e in Europa, nel video è ancora solo la studentessa molto seria, perfino secchiona, che più che una canzone sta mostrando il suo saggio, il suo compito.

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