Dossier / Salone del Mobile 2017

Giacomo Moor falegname e designer

23.03.2017

Il laboratorio di Giacomo Moor a Milano

Visita al laboratorio da cui escono le collezioni di art design che vedremo al Miart, i pezzi che saranno presentati al prossimo Salone del Mobile, molte cucine e librerie

La zona è legata alla cronaca per altri motivi: via Clitumno, a Milano, è sul quadrante della nota via Padova, che a Nord si è rifatta il trucco dietro il marchio NoLo (North of Loreto) a forza di studi grafici e gallerie e gruppi Facebook, qui a Sud, verso Palmanova, è rimasta autentica: ristoranti cinesi, un vecchio cinema a luci rosse Ambra chiuso, la catena di import orientale Kathay, discount, compro oro (tra quel che si vede). Il laboratorio del designer Giacomo Moor, un grande spazio dal tetto spiovente con la falegnameria al piano terra e lo spazio per la progettazione sul soppalco, dall’anno scorso sorge proprio qui. «Siamo comodi alla tangenziale, è un contesto industriale, i prezzi sono più bassi e poi ci piace», risponde insieme ad Aurelie Callegari compagna di vita e di lavoro, nell’avventura di creare una piccola impresa del design del legno Made in Milano.

Giacomo Moor nel suo laboratorio

Gli spazi della falegnameria

Moor, classe 1981, origini inglesi, nascita milanese, telefona ai fornitori, dà indicazioni ai ragazzi che armeggiano con le tavole di legno, discute al volo con i collaboratori dell’area progettuale, tra pochi Mac, campioni di essenze e vecchi progetti, come il tucano in legno di paduka disegnato per la collezione di animali lignei WoodyZoody lanciata lo scorso anno da un’idea di Giulio Iacchetti: un progetto di Roberta Brambilla e della stessa Callegari che quest’anno sarà in mostra alla Galleria Giuseppe Pero (dal 3 aprile al 3 maggio) insieme ai lavori di un manipolo di illustratori, in attesa del prossimo animaletto firmato dai Formafantasma in arrivo a dicembre.

Il tucano di WoodyZoody

L'area di progettazione del laboratorio, sopra la falegnameria

Giacomo Moor, designer falegname, ha già raccolto premi e attenzioni internazionali, come il profilo in cui Wallpaper lo scorso anno lo definiva, insieme alla sua squadra, «l’avanguardia della falegnameria». Delle origini racconta: «Lavoravo già il legno e dopo la laurea in Design al Politecnico nel 2007 ho messo insieme le due cose e ho cominciato a fare mobiletti in uno scantinato. Il progetto di svolta per me è stata la collezione Metropolis, nel 2014, per la Galleria Post Design (sette mobili in noce e ferro laccato nero, ndr). Certo, l’essere associato a un particolare materiale mi ha aiutato in questi anni». «Oggi siamo in 11. All’80 per cento lavoriamo per il bespoke: cucine, librerie, pareti attrezzate che progettiamo insieme ai clienti – soprattutto italiani, soprattutto milanesi – e seguiamo per tutto il processo produttivo fino al montaggio», racconta Callegari. «Questo ci permette di dedicarci al lavoro industrial e limited, rispettivamente alle collaborazioni con marchi industriali e a collezioni per mostre e musei». «Che sono ossigeno per noi – aggiungo Moor – perché rappresentano la possibilità di espressione, di creare un universo, una storia».

Schizzi della collezione Vapore

I mobili della collezione Vapore

Quest’anno Moor presenta una nuova collezione di art design: Vapore, per la Galleria Luisa Dalle Piane di Milano, prima al Miart (dal 31 marzo al 2 aprile) – in una collettiva con pezzi di Andrea Anastasio e Joseph Hofmann – e poi, nella sua interezza, nella galleria stessa durante il Salone del Mobile (in esposizione dal 4 al 14 aprile). Specchio, libreria, tavolo, consolle diritta e angolare sono state realizzate utilizzando la tecnica in via d’estinzione della curvatura a vapore del legno massello, inventata da Thonet. È la curvatura minima possibile, 60 millimetri: «Dopo 6-8 mesi di ricerca sul progetto, siamo andati fino a Gorizia per trovare chi potesse realizzarla. I vetri, ad argentatura manuale sfumata, vengono da Bologna; l’ottone dalla Brianza. L’assemblaggio è fatto qui. L’idea era di sfruttare la proprietà del legno che tende a ritirarsi, facendolo passare attraverso piani di vetro, costringendolo a tornare nello stampo. Abbiamo lavorato con il faggio cuorato, che presenta disegni scuri», racconta. L’effetto è una raffinata, fragile leggerezza.

Ghostwriter per Acerbis

Dimora, disegnata da Moor e realizzata da Emmemobili, sarà in mostra nella collezione di Wallpaper Handmade, alla Mediateca Santa Teresa di Milano nell’ambito del Fuorisalone: «È una credenza tabernacolo: uno spazio che devi aprire, per poi entrarvi: l’azione è importante. Nessuno è religioso qui, quindi abbiamo pensato di rappresentare il luogo sacro, il tabernacolo di Giacomo, con un germoglio di betulla al centro» (e sullo schizzo del progetto c’è pure una torre del gioco Jenga). Da aprire e scoprire è anche il progetto per Acerbis, presente al Salone a Rho, Ghostwriter: «È un’azienda forte sui meccanismi e ne abbiamo sviluppato uno ad hoc. Abbiamo quindi creato un pezzo che chiuso è un misterioso blocco di legno laccato, e quando si apre diventa piccola scrivania, illuminata a led». E il letto Bimyou in bambù per Fabricatore.

Nel futuro c’è un lavoro con un legno particolare, fossile: «viene dall’Afghanistan e dalla Russia, è un legno di palude come il kauri già usato da Riva. Sarà interessate sfruttarne le caratteristiche, visto che per esempio il legno massello a uno spessore di 7-8 millimetri si sbriciola», l’ambito sarà ancora una volta quello di una piccola collezione di art design. La falegnameria d’avanguardia praticata dalle parti di via Padova procede a passi misurati, tanto la tangenziale per il mondo è vicina.

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