Giunta alla ribalta piuttosto tardi, ora che va per i 40 anni la Chastain sembra incontenibile: più bella, più brava, più impegnata di sempre. In sala con due titoli, prossimamente con Sorkin, la vita a Milano con il fidanzato italiano

I posteri la chiameranno con tutta probabilità “sindrome di Gabbani”. Di un’epoca – la nostra – in cui a ventiquattro anni si è già delle vecchie volpi della scena (“sindrome di Miley Cyrus”), gli studiosi del futuro ricorderanno le poche ma clamorose eccezioni. Francesco Gabbani ne aveva trentaquattro quando, quest’anno, ha vinto il Festival di Sanremo, categoria Campioni; il girone Nuove Proposte lo aveva vinto a trentatré, poco cambia. Jessica Chastain aveva la stessa età, quando ci siamo accorti di lei: Cannes 2011, vestito giallo su tappeto rosso, il film era The Tree of Life, fu Palma d’oro. Da allora, il mondo non ha più potuto farne a meno (di Gabbani vedremo). In sette anni la ragazza ha collezionato ruoli di culto, copertine ovviamente glam, candidature naturalmente prestigiosissime, ed è diventata una signora del cinema.

Il 28 marzo Chastain compie quarant’anni, non si direbbe ma si sa: l’anagrafe vuole bene alle rosse. Ha due film in uscita in queste settimane: in Miss Sloane di John Madden fa la lobbista stronzissima nella Washington che oramai se non è houseofcardizzata non finanziano la produzione; in The Zookeeper’s Wife di Niki Caro salva ebrei perseguitati dal Reich nascondendoli tra le bestiole dello zoo di Varsavia. Ha un altro titolo, molto atteso, in lavorazione: Molly’s Game, esordio alla regia del veneratissimo sceneggiatore Aaron Sorkin, la salivazione è già altissima. Lei interpreta una (vera) ex campionessa di sci che fa fortuna come organizzatrice di tornei di poker, forse è la volta buona che le danno un Oscar.

Se c’è una testimonial della frase «è successo tutto così in fretta», quella è Chastain. A Cannes 2014 – presentava il dramma di coppia La scomparsa di Eleanor Rigby, diretto da Ned Benson – raccontava: «Sono passati appena tre anni dalla prima volta, ricordo solo che ero terrorizzata, lì su quelle scale». È una delle poche che possono dire «sono la stessa di sempre» senza farti venire voglia di prenderle a schiaffi. In un paio di stagioni, Jessica aveva già in curriculum due nomination all’Oscar (come non protagonista per la Marilyn di provincia di The Help, come protagonista per l’agente CIA anti-Osama di Zero Dark Thirty), le miucceprada se la contendevano, tutta la città ne parlava.

Sarà che pareva venuta dal nulla, splash una sirena a West Hollywood, e il livello di fascinazione collettiva aumentava di anno in anno. Le origini sono tuttora misteriose: alla vulgata inizialmente piaceva molto la fiaba «è la figlia illegittima di Ron Howard», tale è la somiglianza – in strafigo – con Bryce Dallas. Cercate su YouTube il trailer dell’immaginario Jessica Chastain: The Musical: è la cosa più bella di tutti i tempi. Lei da sempre nicchia, si dichiara figlia di ragazza madre (e di un musicista spiantato, si scopre poi), vita modestissima, tanti corsi di teatro, poi una borsa di studio della Fondazione Robin Williams le apre le porte della Juilliard School, mica Amici di Maria De Filippi.

Da subito Chastain è oggetto di feticismo sfrenato, specie tra i cinefili sempre in cerca di gnocche col cervello in grado di assicurare loro una giustificazione quantomeno intellettuale. In testa ci sono la versione sexy-teatrale (Wilde Salomé di Al Pacino) e quella vintage d’autore (il formidabile A Most Violent Year di J.C. Chandor), ma le si è perdonata pure la svolta mainstream nel fantascientifico-intimista (Interstellar di Christopher Nolan) o nel fantascientifico-baraccone (The Martian di Ridley Scott).

Lei mantiene acceso il fuoco di questo (basso) profilo di bella studentessa che piace ai professori. Vive tra gli Stati Uniti, dove faceva campagna per Hillary Clinton e ora ovviamente è nelle fila dell’anti-trumpismo merylstreepiano, e Milano: il fidanzato è Gian Luca Passi de Preposulo, nobile vicentino ed executive Moncler. Su Instagram non posta foto foodporn di avocado toast, bensì scatti alla Pinacoteca di Brera. Jessica, così esotica e democratica, era una palma in Piazza Duomo prima che arrivassero le palme in Piazza Duomo. Solo che su di lei sono sempre stati tutti d’accordo.

Tenetele d’occhio: Ginger tonic!

“Roscio” è bello: se sulla bravura di Chastain c’è ormai poco da scoprire, ecco una cinquina delle meraviglie che si farà notare

illustrazioni di Manuel Bortoletti

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