Explicit / Non fiction

(In)giustizia letteraria

IL 91 28.04.2017

Hai scritto un libro documentatissimo, rigoroso e perfino ben scritto sul caso Marta Russo? Ti faremo sapere…

«Meriterebbero il Premio Strega», scrisse uno studioso di Marcel Proust commentando la requisitoria dei pubblici ministeri del processo Marta Russo, la studentessa uccisa alla Sapienza di Roma il 9 maggio di vent’anni fa. C’era di tutto: Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij, la filosofia di Friedrich Nietzsche, Nodo alla gola di Alfred Hitchcock, un tocco dei Sotterranei del Vaticano di André Gide e perfino Buffalo Bill. «L’unica cosa che manca è la verità», aggiungeva – ma questo non è mai stato un problema, per un romanzo. Se lo si scruta nella sua essenza, l’errore giudiziario non è che cattiva letteratura, con personaggi psicologicamente inverosimili, una trama piena di falle logiche e una montagna di cliché. E se capita spesso che un brutto romanzo vinca lo Strega, capita ancor più spesso che un’indagine sbilenca come quella sul caso Marta Russo ottenga il trofeo di una condanna – consegnato, nella fattispecie, da una giuria presieduta da una toga con velleità poetiche che aveva, a latere, l’autore di Romanzo criminale. L’antidoto alla cattiva letteratura dovrebbe essere la buona, ma a causa di quell’articolo su Liberal lo studioso di Proust si beccò come premio un avviso di garanzia per aver diffamato la Procura. Le cose non sono andate molto meglio, finora, a Vittorio Pezzuto, fortunato autore di un libro su Enzo Tortora, Applausi e sputi, e oggi sfortunato autore di un’imponente controinchiesta sul delitto della Sapienza intitolata Marta Russo. Di sicuro c’è solo che è morta. Sfortunato, perché per il suo libro – che ha il torto di essere documentatissimo, rigoroso e perfino ben scritto – ha raccolto una serie impressionante di rifiuti editoriali. Gli hanno detto che non c’è mercato, che è una storia vecchia, ma gli hanno fatto capire, tra le righe, che non ci tenevano a vincere i ricchi premi della Procura. È andata a finire che se lo è pubblicato da solo – un po’ come Proust (fatte le debite proporzioni) dovette stampare a sue spese Dalla parte di Swann. Lo trovate, per il momento, dalle parti di Amazon.

Vittorio Pezzuto

Marta Russo. Di sicuro c’è solo che è morta

disponibile su Amazon

664 pagine, 16 euro

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