Dossier / Elezioni tedesche

Anche Obama è berlinese

29.05.2017

Gli eloquenti sorrisi dell’ex presidente americano hanno investito Angela Merkel del ruolo di nuovo leader del Mondo Libero. Tutti gli altri inseguono

IL pubblica “Noch 4 Jahre?” (“Ancora quattro anni?”), la newsletter sulle elezioni tedesche curata da Edoardo Toniolatti. Per ricevere la newsletter nella propria casella mail ci si può iscrivere qui.

 

I fatti:

  • Angela Merkel incontra Barack Obama, e vola nei sondaggi
  • Le linee generali del programma Spd
  • Frauke Petry e AfD, un rapporto sempre più complicato

Sono giornate di grandi incontri per Angela Merkel, queste: a Bruxelles per il vertice Nato (dove Donald Trump si è fatto riconoscere criticando il surplus commerciale della Germania e riassumendo il concetto così: «The Germans are bad, very bad»), a Taormina per il G7, ma soprattutto a Berlino con Barack Obama.
Nella capitale, infatti, durante questo weekend c’è stata la 36esima edizione del Deutscher Evangelischer Kirchentag (Giornata della Chiesa evangelica tedesca), l’evento biennale organizzato dai vertici ecclesiastici luterani e dedicato a temi sociali, culturali e politici a partire dalla dimensione della fede. Ospite d’onore, quest’anno, l’ex presidente americano, protagonista di una lunga chiacchierata con la cancelliera: grandi sorrisi e tanto amore, e forte sostegno di Obama alla politica di accoglienza dei rifugiati messa in campo da Merkel negli anni scorsi. Un’ulteriore certificazione del passaggio di consegne alla guida del mondo libero, se vogliamo, ma anche – come notano ad esempio Spiegel e Frankfurter Allgemeine Zeitung, che addirittura titola «Da presidente ad aiutante nella campagna elettorale» – una grossa mano in vista del voto di settembre.
 
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A sinistra l’ex leader del Mondo Libero, a destra l’attuale leader del Mondo Libero

 
Nello Schleswig-Holstein, intanto, Torsten Albig – il governatore Spd uscente, sconfitto nel voto di qualche settimana fa – si è dimesso, e sembra sempre più probabile una Jamaika-Koalition cioè una coalizione a guida Cdu con il sostegno dei Grünen e della Fdp; in Renania Settentrionale, invece, a causa di alcuni errori nelle procedure di spoglio in 50 seggi (su 15mila) non sono stati assegnati ad AfD 2.204 voti. Dal punto di vista delle percentuali e quindi dei seggi ottenuti, però, non cambia nulla.

Merkel

La tripletta nel voto locale di cui parlavamo due settimane fa continua a spingere la cancelliera nei sondaggi: il Politbarometer della rete televisiva ZDF vede Merkel preferita dal 57 per cento dei tedeschi, contro il 33 per cento che invece sceglierebbe Schulz.
Una spinta di cui beneficia tutta la Cdu, di nuovo saldamente davanti alla Spd di oltre una decina di punti, e probabilmente anche la Fdp, che è tornata a livelli che non raggiungeva da sette anni. Un altro dato interessante, poi, sempre riportato dallo ZDF-Politbarometer: una potenziale coalizione di governo nero-gialla, dunque fra Cdu e Fdp, è – seppur di poco – preferita anche rispetto a una ripetizione della Grosse Koalition attuale. Le altre combinazioni hanno tutte minor sostegno: e se ripensiamo a quanto finora emerso delle strategie della Spd è rilevante che la meno apprezzata sia quella rosso-rosso-verde, scelta soltanto dal 21 per cento degli intervistati e in cima alle opzioni più sgradite (è rifiutata da ben il 65 per cento).
 
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Il sondaggio condotto dall’istituto demoscopico Allensbach il 26 maggio, pubblicato sulla “Frankfurter Allgemeine Zeitung”: i numeretti in alto a destra indicano le variazioni rispetto ai dati al 25 aprile

 
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Qui invece il sondaggio dell’istituto Emnid per la “Bild am Sonntag” del 27 maggio

 

La Spd

I socialdemocratici sperano di invertire il trend e tornare alle settimane gloriose della Schulz-hype presentando le linee generali del programma e lanciando ufficialmente la KAMPA17, la campagna elettorale per il voto di settembre a cui è stato dato il via sabato 27, alla Willy-Brandt-Haus – il quartier generale berlinese del partito.
 
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Martin Schulz lancia ufficialmente la campagna di fianco alla statua di Willy Brandt

 
Nelle ultime settimane si era diffusa la voce che la fase due della campagna della Spd, dopo la tornata elettorale nei Länder, sarebbe stata incentrata su quella che i giornali chiamavano Bildungsoffensive, cioè una forte insistenza sui temi dell’istruzione, ed effettivamente le attese sono state confermate: i punti centrali nella proposta di programma riguardano infatti misure a sostegno delle spese per la scuola – un’idea è ad esempio rendere gratuiti i Kita (Kindertagesstätte), cioè gli asili nido – e maggiori investimenti per la formazione, in particolare il rafforzamento del cosiddetto duales System, il percorso di qualificazione professionale fatto di tirocini ed esperienze pratiche che coinvolgono attivamente le scuole e le università, da un lato, e le imprese dall’altro, e che secondo molti è uno dei segreti dietro al bassissimo tasso di disoccupazione.
Si parla naturalmente anche dell’Arbeitslosengeld Q, la proposta di riforma del sussidio per chi non lavora di cui ci eravamo già occupati un paio di mesi fa, della necessità di un’Europa più solidale, di tutela dell’ambiente e di prevenzione del terrorismo – oltre che di una geordnete Migrationspolitik, una gestione dei flussi migratori più ordinata e coordinata a livello europeo. Compare anche un tema di cui si discute già da tempo nel partito, il matrimonio egualitario per le coppie omosessuali.
Si apre ora una fase di discussione e di feedback su queste linee generali, da cui verrà fuori il programma ufficiale che verrà presentato nel Congresso del 25 giugno a Dortmund. Vedremo se basterà a confutare l’impressione, sempre più diffusa, che l’effetto Schulz fosse solo un’illusione.
Si leva intanto una voce critica, però: quella dell’ex candidato cancelliere Peer Steinbrück, secondo cui concentrarsi troppo sul tema della giustizia è un errore. Bisogna invece guardare avanti, dice Steinbrück, offrire alle persone un’idea credibile di futuro. Certo Martin Schulz rimane il candidato, perché «non si cambia cavallo a metà della corsa», ma bisogna ripensare profondamente la collocazione del partito e le coalizioni di governo possibili: al momento un accordo rosso-rosso-verde, secondo Steinbrück, è per gli elettori «semplicemente inaccettabile».
 

Gli altri a destra

Nonostante sia ancora leader di Alternative für Deutschland, almeno sulla carta, Frauke Petry sembra sempre meno in controllo della situazione.
La neomamma – ha appena dato alla luce il quinto figlio, il primo avuto dal compagno di vita e di partito Marcus Pretzell – appare sempre più in balia dell’ala destra del movimento, tanto che addirittura la sua stessa candidatura diretta al Bundestag (il Parlamento federale) potrebbe essere in pericolo. Secondo lo Spiegel, infatti, ci sarebbero almeno tre mozioni contrarie in preparazione per l’incontro previsto per l’11 giugno in Sassonia, nella sua circoscrizione elettorale, con l’obiettivo più o meno dichiarato di sbarrarle la strada.
E come se non bastasse, durante una manifestazione a Dresda si è realizzato uno dei suoi incubi peggiori: AfD fianco a fianco con Pegida, il movimento xenofobo di destra estrema che combatte contro la supposta islamizzazione dell’Europa. Segno tangibile della voglia di slittamento a destra che anima sempre più militanti, e che sembra decretare una volta di più la sconfitta della sua linea realista e la vittoria dei Fundis (i “fondamentalisti”) alla Björn Höcke.
Il partito appare comunque sempre più isolato – e forse l’avvicinamento a gruppi come Pegida ne è sia una causa che una conseguenza – e cerca disperatamente di recuperare unità, dopo gli scontri per la leadership che l’hanno squassato nei mesi scorsi e che, nonostante tutto, non sembrano ancora conclusi.
E mentre a Berlino si celebra il Kirchentag e Obama e Merkel parlano di accoglienza, ci si chiede nuovamente: ma è davvero possibile essere cristiani e far parte di AfD? Proprio nella cornice delle celebrazioni ne ha parlato Anette Schultner, a capo del gruppo “Cristiani dentro AfD” e unico membro del partito invitato all’evento. Non c’è contraddizione fra il messaggio cristiano e le posizioni di AfD, dice Schultner, perché «ogni uomo ha il suo posto secondo natura», e lì dovrebbe vivere.
 
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Anette Schultner

 

Gli altri a sinistra

I sondaggi danno i Grünen in lieve crescita, ma in realtà rimane un certo pessimismo. Un’interessante analisi pubblicata dallo Stern mostra infatti che il loro problema principale, secondo gli elettori, è sempre lo stesso da alcuni mesi a questa parte: non hanno una proposta definita e riconoscibile (ed efficace) su temi cruciali in questa fase politica, come ad esempio la gestione dei migranti e la lotta al terrorismo.
Il risultato lusinghiero in Schleswig-Holstein, dove il partito è arrivato al 12,9 per cento, aveva fatto sperare in una ripresa, ma il voto in Renania Settentrionale ha invece confermato il trend discendente: un segnale molto preoccupante in vista di settembre, che avrà certamente delle conseguenze anche sugli scenari delle possibili coalizioni di governo.
 

Bonus Tracks

Prima piccola sconfitta per Alice Weidel da quando è ufficialmente parte del team di candidati per AfD. Antefatto: durante una puntata del programma satirico Extra 3, dedicata al Congresso del partito tenutosi a Colonia, il presentatore Christian Ehring ha commentato in maniera piuttosto colorita una dichiarazione di Weidel. Dopo aver mandato in onda un breve filmato in cui la candidata sosteneva che «il politically correct appartiene al bidone della spazzatura della storia», Ehring ha chiosato così:
 
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«Siamo tutti scorretti! Su questo la nazi-sgualdrina ha ragione!»

 
Weidel ha deciso di citare in giudizio la trasmissione, ma il tribunale competente, quello di Amburgo, le ha dato torto, citando la libertà di espressione a difesa della satira soprattutto quando diretta contro figure pubbliche, «che devono accettare critiche anche esagerate». Il partito, comunque, ha fatto sapere che presenterà appello contro la decisione.

Grande confusione alla Willy-Brandt-Haus la mattina di lunedì 22 maggio, proprio il giorno in cui era prevista la presentazione delle linee guida del programma: a causa di un pacco sospetto arrivato con la posta, la sede dei socialdemocratici è stata evacuata d’urgenza. Falso allarme, per fortuna, ma gli inquirenti non hanno ancora capito se si sia trattato di uno scherzo o cosa.

Forse vi ricordate di Erika Steinbach, la dirigente Cdu nota soprattutto per i suoi tweet infelici – e un pelino razzisti – di cui parlammo a gennaio, quando lasciò i cristiano-democratici in polemica con la politica di accoglienza di Merkel. Molti prevedevano per lei un ingresso in AfD: l’ingresso ancora non c’è stato, ma il partito potrà contare sul suo sostegno durante la campagna. In particolare, Steinbach critica duramente quella che alcuni hanno definito “Lex AfD”, il tentativo cioè di forzare un’interpretazione del regolamento parlamentare per scongiurare l’elezione a Alterpräsident (decano) del Bundestag di Alexander Gauland, l’altra metà del team di candidati alla cancelleria per AfD. Tradizionalmente, infatti, all’inizio di ogni nuova legislatura il deputato più anziano viene nominato decano, e tiene il discorso di apertura del nuovo Parlamento: e dopo il voto di settembre il più anziano sarebbe proprio Gauland. Per evitare una simile eventualità, dalle parti della Cdu si sta spingendo perché il concetto di anzianità venga in questo caso inteso in senso non anagrafico, ma di servizio: l’onore spetterebbe così a Wolfgang Schäuble, l’attuale ministro delle Finanze, in Parlamento dal 1972.

Continua la serie Wahl-Watcher della Süddeutsche Zeitung: stavolta il contributo è di Elisabeth Wehling, ricercatrice che si occupa di linguaggio e scienze cognitive.

Infine, sulla sezione a pagamento dello Spiegel, lo Spiegel Daily, un’intervista a Cem Özdemir decisamente particolare: il candidato dei Grünen, infatti, ha risposto alle domande usando soltanto ed esclusivamente degli emoji.
 
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Un brano dell’intervista. Le domande, tradotte: «La sua qualità migliore come politico?»; «E la sua debolezza?»; «Come descriverebbe il suo rapporto col candidato della Spd Martin Schulz?»; «E con Sahra Wagenknecht (della Linke, ndr)?»; «E che emozione le suscita il capo della Fdp Christian Lindner?».

 
Qui potete recuperare i numeri precedenti

Un ringraziamento poi a hookii.it, che rilancia le nuove uscite di questa newsletter.

Infine, se vi va, mi potete trovare su Il Segnale, insieme a Daniele Bellasio, Francesco Maselli e Gabriele Carrer, per capire qualcosa di più di politica italiana, francese e inglese.

E se proprio non ne avete ancora abbastanza, ho anche un blog, Sutasinanta, dove ogni tanto scrivo di altre cose.

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