Gli improbabili esordi con Masimo Ciavarro, i buchi neri scientologisti, persino i flop: ma nulla potrà mai inficiare l’assioma che Nicole Kidman, anche a 50 anni, non si batte

C’è una sola cosa che Nicole Kidman non ha mai fatto di proposito: la figa. Lo è sempre stata e basta. Senza sforzo. Prendete nota su come si gestisce una carriera, su come si invecchia con tanta fatica e ancor più umanità, su come si inciampa, si casca, ci si rialza. Nel suo caso: con tre film e una serie tv (Top of the Lake di Jane Campion) presentati al Festival di Cannes ora in corso. A cinquant’anni (li compie il 20 giugno) provate a trovarne una più figa di lei.
 

L’australiana

Altro anniversario. Ha fatto trent’anni a gennaio Un’australiana a Roma, film prodotto da RaiTre dove Nicole Kidman si innamorava di Massimo Ciavarro. Lei è una turista stregata dalla grande bellezza, lui il cicerone che la porta a spasso sui sanpietrini, si innamorano, lui fa un incidente, sedia a rotelle, si spara un colpo, addio. È uno degli esordi poi riesumati (guardate: le guanciotte! i ricci rossi!) e subito rimossi: una birichinata di gioventù fa giusto colore. Oggi gli australiani governano Hollywood, ma all’epoca il giro era più lungo e capitava pure di passare da viale Mazzini. Poi per Nicole arriva Ore 10: calma piatta, le prime scritture negli Stati Uniti. Arriva Giorni di tuono, dunque Tom Cruise, forse Scientology, di sicuro l’ingeneroso status di “moglie di”. A ripensarci ora, lei è rimasta sempre la stessa. Di colpo era diventata la metà della coppia più famosa del mondo e alla domanda: «Qual è il tuo libro preferito?», continuava a rispondere: «Guerra e pace» (lo fa ancora). Non per darsi un tono, per scansare l’etichetta di bionda consorte miracolata. Le veniva naturale.

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L’attrice rivelazione

S’è fatto un gran dibattere a proposito del suo ritorno (eh?) con la bomba Big Little Lies. Kidman è bravissima, lo è sempre stata, è la più brava di tutte. Eppure – questa la tesi di un pezzo molto femminista apparso su BuzzFeed – ogni volta i critici (soprattutto maschi) sembrano dimenticarsene. È vero: si può ancora dire “rivelazione” di una che è stata protagonista di Da morire, Ritratto di signora, Eyes Wide Shut, Moulin Rouge!, The Others, Dogville? A Nicole non si perdonano i brutti film del periodo successivo, alcuni bruttissimi davvero, ma chi non ne ha fatti. Si sbertucciano i matrimoni: oggi c’è Keith Urban, divetto del country, cosa ci fa con quello, che brutta coppia. Si deplora il botox, con quella faccia non può recitare, dicevano all’inizio del nuovo secolo. Si addita la maternità di ieri (non vede più i figli adottati con Tom!) e quella di oggi (ha usato una surrogata per l’ultima pargola!). Lei ogni volta ricomincia daccapo, come a scusarsi. Senza sforzo, senza modestia: la più figa di tutte sa di esserlo, non lo deve ricordare ogni secondo, un giorno tornerà cosa nota a tutti.
 

L’aliena

Se ti capita di passare accanto a Nicole Kidman, hai la prova che è vero: quella pelle non è umana. Forse da lì viene l’alterità, forse quelle come lei non sono di questa terra, lei di certo non lo è. È marziana pure nelle scelte di carriera: «Vado matta per i film strambi, i registi controversi, scappo a gambe levate dal conformismo». Infatti in Birth si mette nella vasca da bagno con un ragazzino che scambia per la reincarnazione del marito defunto; in Fur depila Robert Downey Jr., uomo troppo peloso per essere amato, lei però lo ama, senza peli lui prende freddo e muore; in The Paperboy fa pipì sulla faccia di Zac Efron ustionata dalle meduse. Si è sempre spogliata, quando firma i contratti mica c’ha il publicist di fianco a intimarle di aggiungere la clausola sui capezzoli. Chi se ne frega se li vedono, sono un’attrice, anzi l’attrice più brava di tutte. Ne è uscito il più grande sogno erotico del cinema anni 90, senza volerlo o forse sì.

Nicole è colta senza spocchia, fashionista senza velleità, simpatica senza saperlo. Ha vinto un Oscar (per The Hours, la sua Virginia Woolf è ingiustamente ricordata solo per il naso finto), riceve ancora candidature, ha continuato a fare quel che voleva e così fa oggi, le vengono meglio certe operine improbabili che i filmoni da diva pop (da Vita da strega a Grace di Monaco: tutti flop). Il futuro è strapieno, il nuovo Sofia Coppola, e Yorgos Lanthimos (è greco, divide le platee ai festival: sarà mio!), il remake di Quasi amici e l’esordio nel cinecomic con Aquaman, il grande pubblico non va dimenticato. Si mormora pure di una seconda stagione di Big Little Lies: noi diciamo una preghiera tutte le sere. E poi chi lo sa. «Mi piace andare in luoghi che non ho mai visitato», disse metaforicamente lei un giorno, con la sicurezza di chi sa di essere, ovunque vada, la più figa di tutte.

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