A Milano, i viali della Circonvallazione Esterna segnano il confine tra la città che corre e la periferia. Eppure, oltre quegli stradoni, la geografia metropolitana sta cambiando. La nuova mappa delle gallerie e degli spazi espositivi lo dimostra

Le grandi kermesse culturali della Primavera milanese – Miart, Salone del Mobile etc etc – sono state archiviate con il loro consueto successo di pubblico e la rinnovata capacità di riempire luoghi pubblici e spazi privati anche in alcuni dei quartieri più periferici. E per il resto dell’anno? Istituzioni consolidate come PirelliHangar Bicocca e Fondazione Prada fanno la loro parte, ma quali sono le gallerie e gli spazi espositivi oltre la Circonvallazione Esterna? L’anello dei viali che abbracciano Milano non è soltanto un punto di riferimento imprescindibile per chi va in auto: è un perimetro sociologico, un confine quasi fisico tra la città che corre e quella che fa più fatica, tra centro/semi-centro e periferia. Percorrere quel nastro di asfalto è un’esperienza profondamente urbana ed emotiva che accomuna chi qui ci è nato o ci abita da tempo (anni fa gli Afterhours gli hanno dedicato una canzone, Milano Circonvallazione Esterna: «Quattro e mezza di mattino per la radio / Sono troppo triste e il dj non mi parlerà / Sembra avere tutto così chiaro questo scemo / Sembra sempre una sola la realtà…»). Eppure, oltre quei viali, la periferia sta cambiando: prova a riscattarsi, sperimenta i primi processi di gentrificazione, attira persone e si trasforma. La geografia metropolitana è in movimento. Ne abbiamo le prove. Almeno nell’arte.

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ASSAB ONE

Gli spazi al piano terra della storica azienda Gea (Grafiche Editoriali Ambrosiane), svuotati anche della vecchia macchina da stampa Roland Ultra, si aprono per la prima volta nella loro larghezza con tre mostre dialoganti: un architetto indiano, Bijoy Jain dello Studio Mumbai, si cimenta nella produzione artistica con opere materiche e sospese, a omaggiare la forza di gravità (Water, Air, Light). Il designer George Sowden, già del gruppo Memphis, crea portali colorati che ospitano i suoi oggetti seriali, accumulati geometricamente (The Heart of the Matter). Anche la pittrice coreana Eun Mo Chung ha lavorato con la geometria e la prospettiva, con affreschi direttamente sulle pareti industriali (Shapes and Shades).  

1+1+1: Eun Mo Chung, Bijoy Jain, George Sowden

Fino al 18 giugno

Assab One
via privata Assab, 1
assab-one.org

Assab One, 1+1+1: George Sowden (The Heart of The Matter)

Giuseppe Fanizza

Assab One, 1+1+1: Bijoy Jain (Water, Air, Light)

Giuseppe Fanizza

Giuseppe Fanizza

Assab One, 1+1+1: Chung Eun Mo (Shapes and Shades)

Giuseppe Fanizza

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FANTA SPAZIO

Spazio di arte contemporanea fondato da Alessio Baldissera, Gloria de Risi e Alberto Zenere che dal 2015 propone un paio di mostre all’anno.
 

Lorenza Longhi, Today Is Not That Great

Fino al 17 luglio

Fanta Spazio
via Merano, 21
fantaspazio.it

Fanta Spazio (mostra di Alessandro Agudio: Tutti Avrebbero Dovuto Avere il Giornale Impermeabile)

Roberto Marossi / Courtesy of the artist and Fanta Spazio

Roberto Marossi / Courtesy of the artist and Fanta Spazio

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FM CENTRO PER L’ARTE CONTEMPORANEA

Poco più di un anno di attività, dall’aprile 2016 a oggi: tanto è bastato a FM Centro per l’Arte Contemporanea per ritagliarsi una posizione ben definita e di valore nell’ambito dell’offerta culturale milanese, scegliendo come campo d’azione l’approfondimento storico-politico della produzione artistica più consapevole degli ultimi decenni, da noi come all’estero. Tre i momenti di riflessione che hanno segnato questo percorso, orchestrato dal direttore Marco Scotini: L’Inarchiviabile/The Unachivable, ampia ricognizione sulle effervescenze espressive nell’Italia degli anni Settanta; Non-Aligned Modernity/Modernità Non Allineata, mostra sulle avanguardie nell’ex Jugoslavia e sugli altri Paesi europei al di là della Cortina di Ferro tra anni Cinquanta e Ottanta; e Il Cacciatore Bianco/The White Hunter. Memorie e rappresentazioni africane, sulla permanenza degli stereotipi coloniali affiancando opere antiche, materiali d’archivio e i lavori di artisti contemporanei che riflettono sull’identità del loro continente.
 

FM centro per l’arte contemporanea
via Piranesi 10
fmcca.it

Gli spazi della mostra “Il Cacciatore Bianco/The White Hunter. Memorie e rappresentazioni africane”

Daniele Pio Marzorati

Daniele Pio Marzorati

Alessandra di Consoli

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LAURA BULIAN GALLERY

Prima abbiamo parlato di FM Centro per l’Arte Contemporanea, che occupa una parte dell’ex complesso dei Frigoriferi Milanesi in via Piranesi, oggi gestiti dalla società Open Care–Servizi per l’arte; in un’altra area degli edifici trova sede la Laura Bulian Gallery. La galleria, che qui si è trasferita alla fine del 2015 raddoppiando il proprio spazio espositivo, è impegnata a esplorare la scena artistica dei Paesi dell’Est Eurupa e dell’Asia Centrale, con escursioni nel campo della arte concettuale e della poesia visiva. È in questo contesto che si inserisce la mostra ora in corso, autoEncyclopédie di Luca Maria Patella, primo capitolo di quella che viene presentata come «una vera e propria ricognizione, scalata nel tempo» del lavoro dell’artista romano.
 

selfEncyclopedia, di Luca Maria Patella

Fino al 23 giugno

Laura Bulian Gallery
via Piranesi 10
laurabuliangallery.com

La mostra “autoEncyclopédie” di Luca Maria Patella alla Laura Bulian Gallery

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FONDAZIONE PRADA

La sensazione si rinnova a ogni visita: il progetto architettonico firmato Rem Koolhaas è (sempre) splendido e Fondazione Prada è uno straordinario laboratorio culturale che contribuisce a rendere grande Milano. Tutto sarà ancor più imperdibile quando saranno ultimati i lavori alla torre di nove piani (manca poco…), ultimo tassello del polo espositivo e nuovo “landmark” del quartiere affacciato sullo scalo di Porta Romana. Ora in cartellone: il viaggio sentimentale di Francesco Vezzoli nei programmi televisivi della Rai anni Settanta e l’installazione di realtà virtuale CARNE y ARENA (Virtually Present, Physically Invisible) realizzata dal regista Alejandro G. Iñárritu, un’esperienza di immedesimazione individuale di grande impatto emotivo.
 

Tv 70: Francesco Vezzoli guarda la Rai

Fino al 24 settembre

CARNE y ARENA, di Alejandro G. Iñárritu

Fino al 15 gennaio 2018

Fondazione Prada
largo Isarco, 2
fondazioneprada.org

Visitatori alla Fondazione Prada in largo Isarco 2

Ugo Dalla Porta

Negli spazi del “Processo Grottesco” di Thomas Demand

Jacopo Milanesi

L'edificio del Podium all'interno della Fondazione

Getty Images for Fondazione Prada

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FRANCESCA MININI

Dal 2006 la galleria lavora con artisti italiani e internazionali, arrivando a investigare negli ultimi anni anche l’area orientale. Ha ospitato opere site specific di artisti quali Jan De Cock, Daniel Buren e Francesco Simeti.
 

Mandla Reuter

Fino al 29 luglio

Francesca Minini
via Privata Massimiano, 25
francescaminini.it

Mandla Reuter alla galleria Francesca Minini

7

FUTURDOME

FuturDome è un progetto di “housing museale” gestito dall’Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo. Nasce dalla riqualificazione di un palazzo storico, in stile liberty, utilizzato negli anni Quaranta dagli ultimi Futuristi per incontrarsi. Atto Belloli Ardessi è il direttore artistico e Ginevra Bria la curatrice. Durante l’ultimo Salone del Mobile hanno presentato “Outer Space”, collettiva di 11 spazi espositivi italiani.
 

Prossime mostre da settembre

FuturDome
via Paisiello 6
futurdome.com

Il palazzo sede di FuturDome a Milano in via Paisiello

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HANGAR BICOCCA

Primo grande esempio cittadino di riconversione industriale all’arte, con un fitto programma di mostre e di attività culturali ed educative gratuite. Durante l’estate c’è ancora tempo per ammirare le mostre di Balka (noi l’avevamo vista con lui in persona come guida) e di Rosa Barba o di bere qualcosa e trovarsi per il brunch domenicale nel caffè ristorante all’interno.
 

CROSSOVER/S, di Miroslaw Balka

Fino al 30 luglio

From Source to Poem to Rhythm to Reader, di Rosa Barba

Fino all’8 ottobre

Pirelli HangarBicocca
via Chiese, 2
hangarbicocca.org

L'allestimento della mostra di Balka all'Hangar Bicocca

Attilio Maranzano

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MASSIMO DE CARLO

Per anni è stato il più periferico tra i grandi galleristi milanesi, costringendo i suoi estimatori a fugaci trasferte in quel di Lambrate quando il quartiere non era ancora inserito nei quadranti della vita mondana milanese (bisognerà aspettare i fasti del Salone del Mobile e del Fuorisalone, per questo). La galleria fondata da Massimo De Carlo nel 1987 è in via Ventura dal 2004; aveva cambiato un po’ di sedi, in precedenza (vedi l’intervista pubblicata sul sito di IL lo scorso anno), in una sorta di nomadismo metropolitano che continua: lo scorso aprile è stata infatti annunciata l’acquisizione di Casa Corbellini-Wassermann, edificio realizzato negli anni Trenta da Piero Portaluppi al 17 di via Lombardia – e anche qui siamo oltre la Circonvallazione… –, destinato a diventare dopo il restauro, all’inizio del 2019, l’epicentro delle attività della galleria (che oltre a via Ventura e al centralissimo Palazzo Belgioioso ha spazi anche a Londra e Hong Kong). Nell’attesa di questa ridefinizione di ruoli, il capannone di Lambrate continua la sua attività espositiva consueta con The Man from the Internet, personale della rumena Andra Ursuţa: cento disegni che riproducono la fotografia del cadavere di un caduto negli scontri tra Russia e Cecenia degli anni Novanta.
 

The Man From The Internet, di Andra Ursuţa

Fino al 14 luglio

Massimo De Carlo
via Giovanni Ventura, 5
massimodecarlo.it

Tre immagini della mostra “The Man from the Internet” di Andra Ursuţa

Roberto Marossi

Roberto Marossi

Roberto Marossi

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PROMETEOGALLERY

Galleria nata nel 2005 a Milano su iniziativa di Ida Pisani. Dal profilo internazionale, guarda con particolare attenzione alle nuove ricerche artistiche dell’Est Europa (Russia, Romania, Bulgaria), Grecia e del Sudamerica. Nel 2008 ha aperto un altro spazio espositivo a Lucca, città che già aveva visto nascere agli inizi del 2000 l’associazione Prometeo, fondata, tra gli altri, anche da Ida Pisani.
 

Dove sto con me, di Ruben Montini

Fino al 29 luglio

Prometeogallery
via Giovanni Ventura, 3
prometeogallery.com

Dove sto con me, di Ruben Montini, nella Project room di Prometeogallery

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T-SPACE

All’inizio ci sono Rui Wu, con Giulia Spreafico ed Elena D’Angelo: creano un progetto in cui il lavoro di uno studio di fotografia commerciale sostiene un’attività culturale di ricerca artistica. Si uniscono Francesco Dipierro, Gloria Paolini e Alberta Romano e lo spazio espositivo apre le porte al pubblico nel 2016 con una programmazione di artisti che vivono e lavorano a Milano. Nel 2017 cominciano collaborazioni più internazionali. L’ultima mostra, “Non Standard”, a cura di Mattia Giussani, raccoglie le opere di sei artisti inglesi per la prima volta in Italia: Lea Collet & Marios Stamatis, Anne de Boer, JoeyHolder, Anna Mikkola, ed Eva Papamargariti esplorano le relazioni tra persone, natura e tecnologia nel “networked capitalism” del XXI secolo.
 

Non standard

Fino al 23 luglio

t-space
via Bolama 2
t-space.it

Galleria t-space: Anna Mikkola, Morphomimetic (2017)

Installation Shot, Courtesy of the artist