Magazine / Prologo

Senza eroi

IL 93 14.06.2017

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Da Platini ai Radiohead passando per Marco Pannella. Piccolo e banale Pantheon personale, con domanda: e adesso?

A dieci anni i miei eroi erano Roberto Bettega e Antonio Cabrini, Dalla e De Gregori, naturalmente i Beatles e poi Bob Morse, l’asso americano della Mobilgirgi Varese. A quattordici anni i miei Marx, Lenin ed Engels erano Julius Erving detto Doctor J, una meraviglia vederlo sfidare la forza di gravità sui parquet Nba, Michel Platini e Peter Gabriel.
Non c’erano ragazze nel mio Pantheon adolescenziale, sarebbero arrivate dopo e con altro tipo di devozione, mi spiace per i fustigatori degli all male panel.

A vent’anni i miei eroi erano sempre nel calcio, Baggio, nella musica, gli U2, i R.E.M, gli Smiths e Keith Jarrett, ma soprattutto si chiamavano Marco Pannella, Leonardo Sciascia ed Enzo Tortora, il cui “caso” fu l’emblema della barbarie giornalistico-giudiziaria che ancora oggi rende l’Italia un Paese incivile (se faccio il mestiere che faccio, dovete prendervela con loro tre). A venticinque anni iniziai a sciogliermi per Balzac e Orwell. Gli idoli dei miei trenta sono stati Philip Roth e Koestler, grazie al quale ho capito la chiusura della mente comunista. E poi i Radiohead, Brad Mehldau, Neil Young, Zizou, Inzaghi e Giuliano Ferrara con cui ho avuto la fortuna di lavorare per 15 anni. A 35 anni i miei idoli erano Blair, Hitchens, Paul Berman, Ibra e Sufjan Stevens. Sto ancora lì.
Insomma è una lista banale di cantanti, calciatori, cestisti, intellettuali, scrittori, giornalisti, saggisti, perfino politici. Ciascuno di loro mi è caro come un fratello, fa parte della mia famiglia, uno è diventato anche illustre collaboratore di IL.
Su di loro non accetto discussioni. Sono eroi, i miei eroi, senza se e senza ma.

E oggi? Chi sono i miei eroi di questa epoca? Ci ho pensato un poco e non mi è venuto in mente nessuno, ma proprio nessuno. Con l’età ovviamente si diventa più cinici, meno sognatori, di eroi si ha meno bisogno e in generale se ne cercano meno. Niente, dunque? No, perché in realtà so chi vorrei come eroe dei miei cinquant’anni. Sogno qualcuno che nei prossimi anni riesca a fermare la guerra santa di Allah: la carneficina di migliaia di vittime non musulmane e di centinaia di migliaia di vittime musulmane falciate dall’ideologia islamista.

Non sto pensando soltanto a qualcuno in grado di fermarla dal punto di vista della sicurezza e dell’ordine pubblico o di quello geopolitico, ma vorrei un eroe intellettuale che riesca a vincere la battaglia delle idee e a convincere la comunità musulmana, la umma, a non odiare l’infedele.

È improbabile che un eroe di questo tipo possa essere un occidentale, anche perché abbiamo un tizio come Trump a guidare l’America da perfetto cialtrone in chief, mentre da noi le meglio intelligenze locali lavorano per consegnarci al nulla cosmico di Giggino Di Maio. Spero in Macron e confido nella serietà storica degli inglesi, nonostante Brexit, ma di fronte alla barbarie quotidiana al momento l’occidente sembra buono solo a sfornare hashtag #Pray (anche se poi non prega nessuno), meme carini su Twitter con bandiere e coccarde listate a lutto, safety check-in su Facebook e stanche invocazioni alla superiorità del nostro modello di vita rispetto all’oscurantismo islamico per il solo fatto che mentre loro sgozzano noi ci commuoviamo a sentire Fix You e Viva la Vida dei Coldplay in quei grandi funerali pubblici e laici che sono diventati i raduni musicali post stragi. Pochino.

Cinque secoli dopo la rivoluzione protestante di Martin Lutero (e non solo sua), avrei bisogno di un leader musulmano capace di riformare la teologia islamica, nonostante l’insormontabile difficoltà di una religione-sistema politico che non riconosce altri leader all’infuori di Maometto e che, quando li riconosce, come nel caso dello sciismo, crea gli ayatollah iraniani ovvero i principali fomentatori di odio e terrore e morte globale dell’ultimo mezzo secolo. Vorrei insomma idolatrare gli eretici e i dissidenti e i liberali musulmani armati del coraggio necessario per tentare di riformare il mondo islamico da dentro. Ma al momento mancano, o non si vedono, e io sono rimasto senza eroi.

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