Explicit / Non fiction

Foucault smascherato

IL 94 02.08.2017

“Kaltes Quadrat” di Tom Fecht

Hans Weingartz

Molti filosofi analizzano il “potere” altrui. Il loro, invece, lo coltivano

Una fisiognomica un po’ visionaria potrebbe riconoscere nello strabismo di Jean-Paul Sartre una metafora della sua figura intellettuale: un occhio è rivolto alla ricerca della conoscenza, ed è spesso di una fissità vitrea; l’altro, mobilissimo e inquieto, è diretto al pubblico, ed è l’occhio intento alla costruzione del prestigio, del carisma, in una parola del potere. Lo strabismo metaforico di Sartre si è trasmesso anche a intellettuali con gli occhi ben allineati. In un pamphlet del 1979 contro Jacques Lacan, François George scriveva che il valore intrinseco della sua teoria è trascurabile rispetto a quel che permette di creare: una struttura di potere. 

«Il suo rapporto con la verità è secondario rispetto al suo rapporto con i destinatari che occorre sedurre, coartare, dominare».

Tutto si può mettere in discussione allora, salvo il fondamento nascosto di quel potere: ed è ciò che faceva George. Ecco ora un altro capitolo nella lotta illuministica agli arcana imperii:

«Foucault relativizza tutto, salvo il proprio discorso»,

scrive Jean-Marc Mandosio in un pamphlet non meno arguto di quello di George, Longevità di un’impostura: Michel Foucault. Lo pubblica l’editore Enrico Damiani al termine di un’odissea editoriale italiana e dopo anni di semiclandestinità in Francia. Mandosio sceglie Foucault perché è il

«meno manifestamente delirante»

tra i padri della French Theory, ma le sue idee gli paiono per lo più luoghi comuni tirati a lucido per via retorica, tautologie, formulazioni di esasperante imprecisione, giochi delle tre carte. Magistrale è invece la gestione che Foucault seppe fare della propria influenza accademica e politica, mantenuta in vita per mezzo di continui opportunismi e riallineamenti, e protetta da una folta progenie intellettuale che seguita ad amministrarne occhiutamente l’eredità. Smascherare i dispositivi di sapere-potere su cui si regge il carisma intellettuale, ecco un’impresa foucaultiana che solo un anti-foucaultiano poteva compiere. Perché spesso sapere e potere sono divaricati come gli occhi di uno strabico: per cercare l’uno devi rinnegare l’altro.

Jean-Marc Mandosio

Longevità di un’impostura: Michel Foucault

Enrico Damiani Editore, 2017
128 pagine, 14 euro
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