Ducati e Diesel, un’affinità speciale nel segno delle moto esagerate. Prima il Monster, ora la Diavel. E in futuro...

È il frutto di un’affinità speciale tra due grandi aziende italiane, il prodotto di una partnership che travalica l’ambito delle strategie economiche. Ducati e Diesel, in fondo, condividono la stessa filosofia di vita, e per avvicinarsi con il dovuto rispetto alla creatura diabolica fotografata in questa pagina bisogna partire da qui, dai valori che accomunano il gruppo di Borgo Panigale e quello di Breganze, e che avvicinano tra loro gli appassionati dei due brand. «Ci uniscono forte personalità, determinazione, attenzione allo stile e alla qualità», racconta a IL l’amministratore delegato di Ducati, Claudio Domenicali; «ma anche fuga dall’omologazione, desiderio di distinguersi, voglia di apparire. L’essere rock, possiamo dire». Ducati Diavel Diesel è, di queste attitudini, la piena e vistosa espressione. Tre parole, sei lettere ciascuna, 666 gli esemplari in vendita a partire dallo scorso aprile, a rimarcare anche nei numeri l’allure luciferina che avvolge l’operazione.

 

Dettagli della Diavel Diesel Ducati

La cura per il dettaglio, per i materiali e per la lavorazione seduce gli appassionati di moto speciali, ma non lascia indifferente il pubblico della moda. Mentre le sovrastrutture in acciaio spazzolato a mano con saldature e rivetti a vista trasportano questa edizione limitata della Diavel in una dimensione fuori dal tempo, a spiccare sono la cover serbatorio, il cupolino e la sella in pelle, di fattura artigianale. Non sfugge, poi, l’utilizzo del rosso: nelle cover dei convogliatori laterali con il marchio Diesel in evidenza, nelle pinze del freno Brembo, in cinque maglie catena e nel cruscotto Lcd dal sapore vintage. La Diavel è il secondo progetto targato Ducati-Diesel e segue l’esperienza di quattro anni fa dedicata al Monster. E in futuro? «Lo sviluppo di questi progetti necessita di 3, 4 anni di lavoro», spiega Domenicali, «ma non escludo che ci possa essere qualcosa di straordinario».Lasciando intendere che qualcosa di diabolico sta di nuovo bollendo in pentola.

Chiudi