Presentate al Lingotto di Torino le nuove Air Jordan XXXII, ispirate all'italianità delle Jordan II e alle macchine sportive. Colore Rosso Corsa o nero, e un esaustivo "bellissimo”

Per volare volavano già da un pezzo, ora si sono messe anche a correre. Nike ha scelto l’Italia automobilistica come referente delle Air Jordan XXXII, semplicemente le scarpe da basket più iconiche di sempre, presentandole alla stampa mondiale ieri sera al Lingotto di Torino in duplice versione: il Rosso Corsa e-più non-dimandare e il “Bred” di casa, cioè il nero MJ.

La scarpa, disegnata da Tate Kuerbis, porta sul parquet lo stile e l’innovazione apprezzati dagli atleti del team Jordan, tra cui il formidabile ultimo MVP della lega, nientemeno che quel Russell Westbrook che ha chiuso l’ultima stagione con l’incredibile tripla doppia di media e che le indosserà per la prima volta nella tournée cinese il 31 agosto.

«Proviamo sempre nuovi materiali e tecnologie per creare la scarpa più adatta al gioco. Lo abbiamo dimostrato quando siamo andati in Italia per fare la Jordan II, ed è vero ancora oggi. Con la Jordan XXXII, abbiamo sfidato i nostri progettisti ad andare oltre, pur restando fedeli al DNA del brand», ha dichiarato “His Airness” Michael Jordan. Ed è vero, la Jordan XXXII è una scarpa esteticamente formidabile non a caso ispirata alla Jordan II.

La Air Jordan II era famosa per il suo sofisticato aspetto italiano, ma anche per l’elemento innovativo che ne contraddistingueva la suola. Gli inserti leggeri di nabuk e il tessuto le conferivano un’eleganza evidente, ma in realtà erano stati scelti per le loro caratteristiche intrinseche di prestazione.

Mentre le pelli di lusso, la struttura e le forme della Air Jordan II esprimono in modo più evidente l’abilità artigianale, quello che sta sotto al piede è ciò che evidenzia al meglio la reale evoluzione della scarpa nella linea Jordan. All’epoca, l’unità della suola, basata su PU a iniezione diretta, richiese l’ingegno italiano nella progettazione. In modo analogo, la Air Jordan XXXII beneficia della profonda maestria raggiunta da Nike nei propri tessuti, che ha portato alla prima tomaia Flyknit, realizzata con filati estremamente robusti.

«Con le scarpe Jordan non vogliamo che salti agli occhi un insieme di elementi tecnici da performance», spiega il designer della XXXII, Tate Kuerbis. «Per esempio, volevo che i lacci scomparissero proprio nella struttura a maglia, ma all’interno c’è un intero sistema di fasce e intrecci che blocca davvero il piede».

Creata con filati ad alta resistenza, la Air Jordan XXXII Flyknit propone un nuovo livello di prestazioni e comfort. Più flessibile di qualsiasi precedente tomaia Jordan, la struttura a maglia della XXXII riduce la rigidità all’avampiede e rivede in chiave moderna la punta della Jordan II.

Appunto per Russ: quadrupla doppia?

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