Ecco perché “Ti Amo”, l'ultimo album della band francese, è in realtà il vero disco italiano di quest'estate

Quando è uscito Ti Amo, l’ultimo disco dei Phoenix, si è avuto l’egocentrismo di pensare subito che fosse un disco dedicato all’Italia. Sarà che è un po’ quello che capita quando all’estero il barista locale ci pronuncia zoppicante un «Ciao bello, come stai?» e subito rispondiamo entusiasti come al bar sotto casa senza pensare che, con ampia probabilità, siamo di fronte a un gesto simpatico di qualche lavoratore stagionale. Come il barista avrà acquisito la frase avendo fronteggiato qualche nostro compatriota al bancone, così i Phoenix avranno imparato, con medesima approssimazione alla realtà, qualche parola di italiano trascorrendo frammenti d’estate sulle nostre spiagge (il frontman Thomas Mars, tra l’altro, si è sposato con la regista Sofia Coppola nell’hotel della famiglia Coppola in Basilicata). Ad ascoltare il lavoro, infatti, Ti amo poteva benissimo chiamarsi “I love you”, quanto “Je T’aime”. Ma la scelta rimane esplicativa. Spostandosi su tre livelli linguistici (italiano, francese, inglese), la band impreziosisce l’approccio linguistico soprattutto nella sfera sonora, il cui susseguirsi di lingue crea un movimento continuo, fine ed educatissimo.

LaPresse

Ti amo è volutamente giocato sul paradosso, sul non-omaggio, sul maccheronico. Prendiamo il video del singolo Goodbye Soleil come esempio. Girato a mano con filtro tardo anni ’70 ed estetica da videocassetta, è una raccolta di footage posticci delle nostre estati italiane. La canzone, in contrappunto, è un lento funky daftpunkiano cantato in inglese che, a sorpresa, si impreziosisce di un ritornello in francese dimenticandosi volutamente dell’italiano che ritroviamo in quasi ogni brano dell’album. L’Italia è una fantasia che rimanda a suggestioni visive e sonore di cui l’immaginario di questo lavoro si impregna (un altro esempio è il video della titletrack Ti Amo, un riferimento diretto alla nostra televisione luccicante degli anni ’80), come in un’eterna vacanza romana. C’è il gelato, il Festival di Sanremo, il non posso vivere senza di te. Però poi ho pensato una cosa. Una provocazione, forse.
Ti amo è il disco italiano di quest’estate. Il lavoro dei Phoenix, non è forse una versione, più elegante, dell’immaginario su cui, ad esempio, i TheGiornalisti hanno scritto la loro hit Riccione? E poco importa se, ad esempio, Fior di latte è solo un bel susseguirsi di parole cantate con accento francese, Ti Amo è un disco europeo nel momento in cui c’è più bisogno di un disco europeo, ed è tanto italiano quanto francese ed inglese. Un caldo inno alla gioia nel momento sociale più buio e preoccupante, un’affascinante reazione di classe.

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