È un poema? È un disco rap per iscritto? È un manifesto politico? Di sicuro, è poesia da classifica.

Pubblichiamo alcuni versi dell’opera di Kate Tempest che esce il 31 agosto (con testo originale a fronte) per e/o, nella traduzione di Riccardo Duranti. La trentunenne artista inglese è rapper, live performer, poeta, spoken-word artist e scrittrice. In patria le sue performance poetiche hanno suscitato un interesse enorme (e del tutto insolito). In Italia è da poco uscito anche il suo romanzo “Le buone intenzioni” (Frassinelli).

 

Vi trovate in una città.
Chiamiamola

                    Londra.

E questa
è l’unica
epoca

che abbiate mai conosciuto.


Siamo dunque arrivati a questo punto?
Pensate

                        E adesso,
                                      che si fa?

 

In qualsiasi momento, nel bel mezzo di una città,
ci sono milioni di rivelazioni,
nel mondo che s’intravede sfocato dietro la tenda
e nel mondo dentro la persona
Qualcosa trema.
La cucciolata nel vicolo canta.

La gente s’incontra per caso, s’innamora, si separa.
Minorenni ubriachi passeggiano nel parco e osservano l’oscurità che cala.
Chi è al lavoro controlla l’orologio, giocherella con la penna Parker
le nonne intanto tirano sul prezzo coi tizi del mercato.

Qui, dove i ragazzini giocano e ridono fino a venir meno,
è tutto un inseguirsi di baci e di balli
finché arrivano gli sbagli e le stanze in penombra.
Troppo in fretta troppo presto
troppo piano troppo a lungo
Andiamo in giro tutto il giorno
ma non riusciamo
ad andare
avanti

C’è qualcun altro sveglio?
Rispunterà mai il giorno? 

Vasi di fiori traboccanti.
Paletti di staccionata.
Numeri civici decorati.

Motocicletta sotto un’incerata.
Una Punto scassata.

Pali della porta dipinti su quella serranda verde di garage.
Su quel cassonetto con le ruote c’è un arcobaleno.
Quella finestra è piena di adesivi.

Appartamenti eleganti. Appartamenti rozzi.
Appartamenti dove i gatti non sono mai abbastanza,
sapete, diciassette gattaiole.
Appartamenti ricchi, appartamenti senza un soldo.
Appartamenti nuovi.
Appartamenti vecchi.
Appartamenti di lusso su misura.
E appartamenti che non ci si crede.

Pensionati, bimbi piccoli.
Immigrati e inglesi.
Famiglia con sei figli.
Donna d’affari sola.

Tutti qui cercano di sbarcare il lunario, anche a fatica.
La volpe si schiaccia contro il muro del vicolo e rimane immobile, annusando l’aria.

Rami nudi oscillano in un giardino.
Il battaglio a bocca di leone si muove con il vento.
La luce dei lampioni rimbalza sul cartello Attenti al cane.
Le lattine di birra e i pacchetti di patatine ballano con le foglie morte.
Sono le 4 e 18 del mattino.
In questo preciso momento, in questa stessa strada,
Sette persone diverse in sette appartamenti diversi
sono sveglie.

Non riescono a dormire.

Di tutte le persone in tutte queste case,
solo queste sette sono sveglie.

Rabbrividiscono nel cuore della notte,
contando le pecore dei loro stupidi sbagli.

Kate Tempest

Let Them Eat Chaos / Che mangino caos

e/o 2017
160 pagine, 14 euro

 

In libreria dal 5 ottobre
Qui accanto la copertina dell’edizione inglese (Picador) del libro
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