Il potere della nostalgia (anche) nelle serie tv è certificato dal reboot di “Dynasty” e dalla grande attesa per la seconda stagione di “Stranger Things” dopo il successo dello scorso anno

Alla radio si sa: quando si vuole «ricordare un’emozione con un successo senza tempo», quello che partirà sarà sicuramente un pezzo degli anni 80. Pure al cinema e in tv (ma ormai non sono la stessa cosa?) hanno capito che funziona. Quel decennio è una terra lontana, soprattutto per le generazioni che, alla domanda «Qual è il tuo vecchio film preferito?», rispondono «Pulp Fiction»: sono parecchie. Stranger Things, tra le produzioni Netflix candidate agli Emmy del 17 settembre, ha fatto man bassa di quell’immaginario, creando una nuova mitologia. Cioè, nuova: le Bmx, i walkie-talkie, la colonna sonora fatta con le tastierine, persino Winona Ryder (il suo primo film è del 1986, aveva quindici anni). Ai post-millennial deve fare l’effetto che fanno ai quarantenni le posate smaltate di Downton Abbey.

Dynasty

Il 27 ottobre sarà caricata la seconda stagione, eravamo rimasti – gli spoiler si possono fare, negli anni 80 non esistevano – al bambino scomparso e poi ritornato appunto da mamma Winona, ma con forse ancora un piccolo Alien dentro di sé. Di questa serie si può parlare, anzi si deve: chi dice solo «sì, bah, caruccio» (eccomi) è bannato da ogni consesso sociale, pardon: social. Di altri titoli sarà invece bene tacere. Questa cosa della nostalgia Eighties ha un po’ preso la mano, tanto che quelli di CW hanno pensato bene di girare un reboot, oggi si dice così, di Dynasty: andrà in onda dall’11 ottobre. Nella prima scena del trailer c’è una bionda rampolla che riceve sesso orale per bocca dell’autista afro. Nella seconda la stessa ragazza sorprende il padre mentre monta sulla scrivania la nuova fiancée. Il padre, cioè Blake Carrington, è qui interpretato da Grant Show, che fu il motociclista Jake di Melrose Place.

È un cortocircuito tra decadi che forse vuole dirci qualcosa: gli anni 90, che stanno già tornando nei ritornelli house e nei top coi buchi sulle spalle, presto si riprenderanno tutta la tv e riavremo solo sequel di Will & Grace (ah ecco, le riprese sono già cominciate). È successo e ce ne accorgiamo solo ora: su Showtime non fa in tempo a finire il nuovo Twin Peaks e la stampa americana dibatte a proposito di un tema che vent’anni fa non esisteva e adesso c’è, vale a dire il sessismo. L’attrice protagonista di una certa serie tv si lamenta del fatto che la sua writers room è composta di soli maschi. Lei è Gillian Anderson, la serie si chiama X-Files.

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