Journal / Design

Un mecenatismo ancora possibile

IL 94 08.08.2017

Il Palazzo dell'Arte che ospita la Triennale di Milano

Gianluca Di Ioia

Parla Elena Tettamanti, presidente degli Amici della Triennale: «Siamo diventati un “case study”»

«Sosteniamo le attività della Triennale: le mostre, le iniziative, ma anche la manutenzione e il restauro», così Elena Tettamanti, presidente degli Amici della Triennale, presenta l’obiettivo del progetto nato nel marzo 2016. «L’ispirazione viene dal modello anglosassone di mecenatismo culturale – continua – in cui i privati aiutano economicamente istituzioni pubbliche. La sfida era farlo funzionare in Italia». Il bilancio, per questo primo anno e mezzo, è lusinghiero: oltre 600mila euro raccolti, 750 soci, di cui circa 500 studenti universitari. Gli Amici della Triennale sono una comunità aperta sia ai privati che alle aziende a cui si aderisce con una quota di accesso che oscilla dai 100 euro annui per gli studenti fino agli 8mila per i mecenati, mentre per il corporate si va dai 5mila ai 15mila euro, con contributi superiori per progetti speciali: «Per esempio, quello di Generali che ha donato quasi tutte le tessere agli studenti e quello con WPP rivolto ad un’iniziativa sulle startup per l’imprenditoria giovanile».

Tra i benefit degli Amici – oltre ad usufruire delle detrazioni fiscali dell’Art Bonus per l’erogazione legata a manutenzione e restauro del Palazzo dell’Arte – è previsto l’accesso alla preview delle mostre della Triennale con gli artisti e i curatori e un programma di attività collaterali: «Siamo andati a discutere di periferie con Renzo Piano nel suo studio, abbiamo incontrato Michelangelo Pistoletto», ricorda Tettamanti, che ha curato anche il programma per il prossimo anno. Tra i tanti appuntamenti e visite a collezioni private, anche l’incontro con l’artista Gilberto Zorio, la visita alle cave di marmo di Carrara, quella ai mosaici della Basilica di San Marco e del Museo Egizio di Torino a porte chiuse, quest’ultima con il direttore Christian Greco.

Elena Tettamanti

Filippo Avandero

Per il futuro? «Stiamo pensando alla valorizzazione di un’area nel quartiere milanese di QT8, progettato da Piero Bottoni per la Triennale VIII nel 1947, indicativo dell’interesse degli Amici per i temi sociali, in questo caso legato alle periferie. Un’altra priorità è lo sviluppo dei rapporti con le più prestigiose istituzioni e i musei stranieri. Ne abbiamo selezionato 32 e già definito un accordo con alcuni di questi che consentirà agli Amici l’accesso gratuito e in via preferenziale». Gli Amici della Triennale sono stati selezionati dalla Bocconi di Milano e dalla Luiss di Roma come modello virtuoso di mecenatismo culturale, un case study che sarà analizzato in corsi e pubblicazioni accademiche: «A marzo, quando è scaduto il primo anno associativo, quasi tutti gli Amici hanno rinnovato la loro adesione: un tasso di fidelizzazione del 98 per cento che, a detta dei docenti di Bocconi e Luiss che ci hanno contattato, è un risultato straordinario», conclude Tettamanti.

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