Explicit / Idee

La Storia non va riscritta come se fosse un manuale di bon ton

di SALVATORE CARRUBBA
IL 95 20.09.2017

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Idee di scorta

Come racconta Tucidide, lo “scandalo delle erme” fu l’inizio della fine per Atene. Una lezione da tener presente oggi: con la guerra alle statue non si sa mai dove si va a finire. Adesso negli Stati Uniti se la prendono con i monumenti a Cristoforo Colombo, simbolo di imperialismo e intolleranza: se si adottasse lo stesso criterio, dovremmo radere al suolo Piramidi (diritti sindacali conculcati) e Colosseo (animali costretti a diete non vegane); dirottare nel freezer la mummia di Lenin, padre di uno dei regimi più oppressivi della Storia (ma vedrete che ne sentiremo parlare bene nelle prossime settimane); diroccare le corti del Rinascimento, dotate tanto di mirabolanti cicli di affreschi quanto di efficienti sale di tortura. E basta con le visite educative ad Auschwitz per non turbare la sensibilità di tanti studenti che, proprio in America, già si rifiutano di leggere i classici per la scarsa adesione ai canoni della correttezza politica, alla quale, curiosamente, Adolf Hitler rimase sordo.

I “liberal” che con battaglie di questo genere spianano la strada a un nuovo mandato di Donald Trump dovrebbero essere coerenti: e prendersela non col povero Colombo, ma con i sovrani che si mangiarono America, Africa, Australia e mezza Asia. Per fare le cose sul serio, insistano con Madrid, Lisbona, Londra e Parigi (per cominciare) perché restituiscano subito ai nativi le terre depredate allora. E poiché, sempre per dirla con gli antichi, nomina sunt consequentia rerum, se il nome dell’America viene da un altro conquistatore, lancino un bel concorso di idee per cambiarlo (Trump non perderebbe l’occasione per concorrere). Noi stessi europei, come tolleriamo che il nostro continente mantenga il nome derivante da un episodio conclamato (e assai pubblicizzato, anche da designer di vaglia come Tiziano) di sopraffazione machista?

Insomma, speriamo si sia trattato di una botta di caldo agostana (ma non ne sono certissimo): violentare la Storia per interpretarla con gli occhiali di oggi significa soltanto preparare disastri. E sostituire l’analisi critica con la rimozione della memoria costringe le nuove generazioni a rinunciare a capire come si è fatto il mondo e cosa significhi la Storia, che non possiamo illuderci si possa ridurre a un manuale di belle maniere.

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