Explicit / Idee

Giochiamo al Lotto: quanto punti sul comma ritardatario?

di MAURO MEAZZA
IL 96 17.10.2017

Comma profondo

Ci sono i numeri ritardatari nel gioco del Lotto e ci sono i commi ritardatari nella Gazzetta Ufficiale. Ma, questa volta, non stiamo parlando del solito comma dimenticato, senza considerazioni né attuazione. Il protagonista è in realtà un comma tenace, sopravvissuto a più leggi di Stabilità, decreti legge, manovre di primavera e d’autunno. È il comma 70 della legge 220 del 2010 (era una legge di Stabilità: quindi, secondo la peggiore tradizione, il nostro amico sta nell’articolo 1 e unico, insieme ad altri 170 fratelli) ed è stato scritto per occuparsi di contrastare la ludopatia, ovvero la dipendenza patologica da gioco d’azzardo.
Un problemuccio non da poco e non per pochi, visto che lo scorso anno, nel 2016, ci siamo giocati – tra slot, scommesse e lotterie istantanee – 96 miliardi di euro, consegnando all’azzardo legale l’11 per cento del reddito medio mensile. E mai la media statistica può essere più bugiarda, confondendo chi punta pochi euro una volta all’anno con chi si gioca tutto. Ed è più che comprensibile che, già nel 2010, il comma 70 annunciasse un decreto affidato «di concerto ai ministeri dell’Economia e della Salute» per «adottare linee d’azione per la prevenzione, il contrasto e il recupero di fenomeni di ludopatia conseguente a gioco compulsivo».
Orbene, quel decreto — manco a dirlo — non è mai arrivato. Ma non per la nota tendenza a trascurare l’attuazione, ma per un motivo opposto: sul gioco sono piovute, negli ultimi anni, così tante disposizioni (persino la delega per la riforma del fisco annunciava un riordino del settore) che i ministeri pensavano fossero più che sufficienti a lasciare senza seguito il comma 70. E così è stato sostenuto davanti al Consiglio di Stato. Il quale però — sentenza 4539 del settembre scorso — è andato a guardarsi per bene tutto quel che era stato varato in questi sette anni e s’è accorto che sul contrasto alla ludopatia si era in realtà fatto pochino. Un altro comma molto simile, inserito in un decreto legge del 2012 (il decreto 158, o decreto Balduzzi, sulla tutela della salute) è ugualmente rimasto lettera morta. Quindi, hanno intimato i giudici, quel decreto va scritto. Sulla ruota della Gazzetta, prima o poi, il 70 deve uscire.

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