Il 17 novembre partirà il nuovo spettacolo teatrale dell'ex 99Posse, un'artista abbastanza unica nel panorama della musica femminile italiana

Non è facile raccontare Meg. Oltre vent’anni di carriera nella musica italiana, un percorso che parte dall’attivismo popolare dei 99 Posse fino a giungere al pop elettronico ed intimo della sua carriera solista, impreziosito da collaborazioni con Katia Labèque, Colapesce, Clementino, Elisa, Tiromancino, Roy Paci.

Negli ultimi anni, l’artista partenopea ha indagato il concetto di imperfezione (titolo del suo ultimo disco in studio del 2015), riscoprendo il valore dell’errore in contrapposizione alla propria utopia perfezionista, arrivando ad affermare «ho realizzato che il mio mondo, per essere libero, deve necessariamente essere imperfetto. Essere imperfetto significa anche non essere quello che gli altri vogliono che io sia». Un concetto estremizzato nel suo primo disco dal vivo, Concerto imPerfetto. Registrato due anni fa al Teatro Carignano di Torino, una location che la stessa Meg ricorda come «un luogo con una storia che ti fa sentire intruso quanto a casa, dove avviene un omaggio reciproco tra artista e pubblico», il live raccoglie le migliori produzioni della sua oramai più che decennale carriera solista. L’imperfezione è qui esaltata, accettata, normalizzata nell’esecuzione unica da cui il disco stesso attinge.

Umberto Nicoletti

Il percorso artistico di Meg racconta ed esprimere la totale libertà con cui l’artista si è sempre adoperata nel rispetto del proprio lavoro, spesso contornato da lunghi silenzi, sperimenti (come il concerto per soli iPhone per il tour di Psychodelice) e sperimentazioni. La sua musica è fluida e libera, in continua ricerca di possibilità sonore. Per questo è terra fertile per remix, che a dire della stessa musicista, sono “necessari” per la sua idea di contaminazione reciproca (riprendendo un modus operandi tipico degli anni della sua formazione). I suoi lavori, infatti, sono stati reinterpretati da talentuosi producer italiani, tra i quali Miami Mais, Capibara, Godblesscomputers, Banku.

Meg è una artista simbolo per la musica femminile italiana, nelle sue molteplici vesti di cantante, musicista, produttrice, performer. Come racconta lei stessa: «nell’ambiente musicale, a prevalenza maschile, il ruolo della donna è spesso rilegato a quello di interprete. Inizialmente mi facevo problemi ad affermare che scrivo, produco, arrangio. Avevo timore di essere considerata una primadonna. Ora invece voglio sottolinearlo, essere di sprone nel confronto di tante altre ragazze che hanno idee, talento e che non sanno come ampliare i propri orizzonti creativi. È il momento di essere d’ispirazione per le donne che pensano di doversi affidare ad un uomo o ad uno staff prevalentemente maschile per decidere il futuro della propria carriera».

Umberto Nicoletti

Concerto Per, il suo nuovo spettacolo teatrale in due atti, toccherà, nelle prime date confermate, Bologna, Milano, Torino, Roma, Napoli, diventando un’occasione per scoprire un’altra metamorfosi sonoro/visiva dell’idea di imperfezione. Sul tema, Leonard Cohen cantò «there is a crack, a crack in everything, that’s how the light gets in», ed è questa luce coraggiosa ad illuminare i lavori di Meg.

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