Yolo / Musica

Riecco Il Cile: il peso leggero della maturità

03.10.2017

Daniele Barraco

Con il terzo disco alle stampe, “La Fate Facile”, e un tour in procinto di prendere forma è tempo di primi bilanci per Lorenzo Cilembrini, in arte Il Cile

Una volta i problemi con il proprio corpo erano una questione esclusivamente femminile, come il ciclo mestruale e le tette. Poi è arrivato Tiziano Ferro, con il suo disco 111. Da allora i siti di gossip non fanno che andare a caccia delle foto d’infanzia di personaggi famosi che da bambini sono stati sovrappeso, e ci scrivono sotto: «Pesava 100 chili, adesso è una star. Lo riconoscete?».

Lorenzo Cilembrini, in arte Il Cile, gioca d’anticipo e lo racconta nella prima canzone del suo nuovo disco, La fate facile: «A dodici anni cento chili, a tredici cinquanta, nessuno da quel giorno mi chiamò più pastasciutta». Facile la sua infanzia non è stata di certo, e non solo per i problemi di peso: «Ho avuto anni difficili, vivevo praticamente chiuso in casa perché mia madre temeva che mi ammalassi – racconta – era ipocondriaca, iperprotettiva, malata. E io, non potendo uscire, evadevo ascoltando la musica».

In una situazione del genere è chiaro che, appena si può, il primo istinto è quello di scappare (da Arezzo e da quella situazione): Bologna, poi Londra, adesso Milano. «È una città che mi assomiglia, mi ritrovo nel grigio di Milano più che nei finti colori della Toscana». Milano è per Il Cile il luogo della maturità: «Qui è arrivato il successo di Maria Salvador con J-Ax, che mi ha fatto perdere il controllo; qui dovevo andare a convivere con la mia ex prima che finisse male (storia da cui nasce Era bellissimo); qui ho capito che avevo bisogno di aiuto per uscirne».

Quando parla di aiuto, Il Cile parla di psicoterapia, ed ecco il secondo argomento tabù presente nel disco: dallo psicologo non ci vanno mica solo i matti. «Mi stavo spegnendo – racconta – poi per fortuna le persone con cui lavoro e che mi vogliono bene mi hanno imposto un aut aut, e ho trovato il coraggio di farmi aiutare».

Da tutto questo è nato il suo terzo disco e sta prendendo forma un tour che non sarà solo un’esibizione canora ma uno spettacolo. La fate facile è un disco meno romantico dei precedenti e più crudo: i testi delle canzoni sembrano pagine di un diario segreto, di quelli in cui scrivi anche le cose più scomode: tagli sulle braccia, tradimenti, bottiglie svuotate.

«Tre anni di assenza sono stati tanti – ammette un po’ dispiaciuto – adesso voglio solo pensare alla mia carriera, come rispondono le attrici famose nelle interviste di Vanity Fair».

Chiudi