Yolo / Musica

St. Vincent è un’aliena poliedrica che prova sentimenti

IL 95 06.10.2017

Nedda Afsari

In “Masseduction”, il nuovo album in uscita il 13 ottobre, l’artista si mostra insolitamente vulnerabile: canta di amore e depressione, pillole e alcol. Con chitarre irriconoscibili e melodie forti. E lo zampino di gente come Jack Antonoff e Kamasi Washington

l’ultima volta che la si è avvistata in Italia scivolava sul palco come la marziana di Tim Burton, quella che s’intrufola alla Casa Bianca. Gelida e sexy, si muoveva a scatti come una geisha robot, ma suonava come un’allieva di Robert Fripp. A un certo punto s’era buttata sulle teste di quelli delle prime file, corpo e chitarra: forse voleva dimostrare d’essere vera. Annie Clark si porta dietro quest’aria da prima della classe, da fenomeno, da aliena. Nascosta dietro al personaggio di St. Vincent, non fa alcuno sforzo per accattivarsi la nostra simpatia, eppure il nuovo Masseduction potrebbe renderla più umana. Gli anglofoni chiamano dischi come questo heartbreak albums. Quando uscirà, il 13 ottobre, partirà la corsa a isolare singoli versi che rimandano alla storia con Cara Delevingne. Anche il titolo evoca storie di seduzione. Può essere letto come My Seduction e come Mass Seduction, dove l’arma di seduzione di massa è la musica.

St. Vincent canta d’autolesionismo e sessualità fluida, pillole e alcol, amore e depressione senza trasformare il disco in un confessionale – David Bowie non è passato invano. Ha il talento e la preparazione per accontentare le pulsioni conservatrici dei retromaniaci e invece architetta una grande operazione di camuffamento dei suoni, un disco di pop post tutto: produzione di Jack Antonoff, che tra le altre cose ha lavorato a Reputation di Taylor Swift; beat di Sounwave, il produttore di Bitch, Don’t Kill My Vibe di Kendrick Lamar; un tocco di coolness fornito da un assolo di sax di Kamasi Washington; melodie forti; chitarre rese irriconoscibili. Ma sono composizioni dirette ed emozionanti come Smoking Section a svelare una St. Vincent insolitamente candida e vulnerabile: «A volte cammino fino al bordo del tetto e penso di saltare di sotto solo per punirti». Anche le aliene provano sentimenti.

St. Vincent, al secolo Annie Clark, è nata a Tulsa (Oklahoma) nel 1982. È stata nella band di Sufjan Stevens prima di iniziare la carriera solista. Il primo album, “Marry Me”, è del 2007

Nedda Afsari

La copertina di Masseduction, in uscita 13 ottobre 2017

Nedda Afsari

Annie Clark esorta a non considerare Masseduction un diario, però poi racconta scene come quella di Young Lover: lei che trova la sua amante nella vasca da bagno, vestita e priva di sensi, e teme sia morta. E insomma ci fa spiare la sua vita privata come mai prima e nelle foto promozionali espone gambe, teste, corpi che escono da glory holes ritagliati da teli dalle tinte fluo (le chiappe in copertina però non sono sue, ma della modella Carlotta Kohl). Per presentare l’album e lanciare la canzone Los Ageless – a quanto pare ama i giochi di parole – ha trasmesso in diretta su Facebook una finta conferenza stampa dove ha recitato la parte della donna di potere che parla con eloquenza spigliata e vibrante mentre legge dal teleprompter. Ogni cosa che fa è accuratamente studiata e questo infastidisce i difensori della sincerità a tutti i costi. Lei vuol star lontana dal cliché della cantautrice che si racconta senza filtri e perciò chiama Willo Perron per la direzione creativa, Annie-B Parson per le coreografie, Nedda Afsari per le fotografie, Carrie Brownstein per le finte interviste su Instagram.

Riesce a essere ammaliante e assieme inquietante, ironica e misteriosa, sexy e surreale. Può discutere di leve del tremolo con Guitar World e di sessualità con Vogue, ma la si trova anche sul New Yorker e, suo malgrado, sui siti di gossip, mano nella mano con Cara Delevingne o Kristen Stewart. È capace di tutto. Recentemente ha cantato All You Need Is Love dei Beatles per Tiffany, ha disegnato una chitarra per Ernie Ball, ha diretto un episodio del film horror XX. In un filmato che su YouTube porta il titolo di How to Do a Rainbow Kick with St. Vincent, dimostra con le mani dentro le tasche del soprabito come si fa la “bicicletta”, la mossa calcistica che consiste nel saltare l’avversario usando il tacco per imprimere al pallone una traiettoria ad arco sopra la testa. Si è allenata tre anni per perfezionarla e ha poi deviato quell’energia ossessiva sullo studio della chitarra. Annie Clark è una che, parole sue, trova il lavoro più divertente del divertimento. Per dire, anni fa ha trascritto per sfizio tutto il primo album di Madonna. Forse già allora studiava il funzionamento delle armi di seduzione di massa.

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