Comma profondo

Quasi tre anni per l’attuazione, dieci giorni (sabati e domeniche compresi) per decidere e inviare le richieste. È uno schema purtroppo popolare tra i casi narrati da questa rubrica, dove i commi diventano spesso beffardi. E un po’ beffarda è anche la vicenda degli sgravi contributivi (leggasi: sconti) per incentivare presso le imprese forme di conciliazione tra vita e lavoro, dallo smart working ai congedi dagli asili nido aziendali al welfare e altro ancora.
Il tutto prende avvio da una costola del Jobs act, la riforma di contratti e istituti con le numerose deleghe in essa contenute. Una costola intitolata proprio alla conciliazione vita-lavoro, che in verità parte con ottimi auspici: nel dicembre del 2014 la legge 183 annuncia entro sei mesi un decreto legislativo per sostenere la conciliazione di cui sopra e giusto giusto, nel giugno del 2015 (rara avis, avrebbero detto i latini), quel decreto compare in Gazzetta Ufficiale, con il numero 80. Ci sono persino dei fondi per concedere gli sgravi, suddivisi tra il 2016 e il 2018, definiti dal primo comma dell’articolo 25, ma al comma successivo si avverte l’imprescindibile necessità di un successivo decreto ministeriale, che deve essere scritto dal Lavoro “di concerto” con l’Economia.
A questo punto (sorprendentemente, visto che il più dell’attuazione era stato fatto) dello sgravio e della conciliazione si perdono le tracce. Nel frattempo, imprese grandi e piccole si attivano o continuano ad attivarsi sulla materia, forse confidando nella Gazzetta Ufficiale, o forse – il che è più probabile – ignorandola del tutto. Quando la speranza è ormai al lumicino, il 2016 se n’è già andato e anche del 2017 è già trascorso un bel pezzo, il decreto finalmente appare. La Gazzetta segnala il lieto evento con un avviso, il 23 ottobre del 2017, a quasi tre anni dalla prima norma istitutiva. E stabilisce che le domande per le forme di conciliazione già avviate devono essere inviate all’Inps entro il 15 novembre. Naturalmente, servono anche le istruzioni dell’Inps, che infatti arrivano, venerdì 3 novembre e non possono che confermare la data del 15 successivo. Se togliamo i sabati e le domeniche, sono otto (otto!) giorni comodi comodi… Non arrabbiatevi, siate concilianti.

Chiudi