Un club con i grandi nomi della musica indipendente. Uno stabilimento balneare che sembra l'America. Un locale-cafè. Un'etichetta discografica. È l'universo targato Bronson, storia rock di successo in piena Romagna

Un club che vede alternarsi i nomi di culto della scena indie internazionale; uno stabilimento balneare da sogno, che devi darti un attimo per capire davvero se ti trovi in Italia e non in California; un locale-café aperto 19 ore al giorno tutti i giorni dove si susseguono eventi di arte, poesia e musica; tre festival che non ne trovi così a girare la penisola in lungo e in largo. Infine – non ultima – un’etichetta che promuove le novità più interessanti del sottobosco italiano fregandosene di generi e classificazioni. Ci troviamo a Ravenna, poco più di 150mila abitanti nel cuore della Romagna, e tutto questo (insieme a molto altro) fa parte di un unico universo, ideato e gestito da un manipolo di persone: il team di Bronson Produzioni. Una piccola isola felice nella provincia italiana, dove da quasi 15 anni si è scelto di viaggiare in direzione ostinata e contraria per sostenere e valorizzare il meglio della produzione musicale “alternativa”.

La storia inizia nel 2003, quando Chris Angiolini entra a far parte del team dello stabilimento balneare Hana-Bi a Marina di Ravenna, uno dei tanti stabilimenti che si susseguono sul litorale romagnolo. Classe 1972, Angiolini è l’anima e il fondatore di Bronson: «Nella mia vita ho sempre messo la musica prima di tutto, prima suonandola (con i Miskatonic University, band hardcore con la quale ha girato mezza Europa negli anni 90, nda), poi scegliendo di gestire un negozio di vinili e una piccola etichetta, facendo il dj in locali storici romagnoli, infine come direttore di produzione per grandi concerti». Proprio all’Hana-Bi nasce l’ultimo progetto firmato Bronson, nonché uno dei più conosciuti: Beaches Brew. L’idea è quella di far diventare Hana-Bi la sede di un festival estivo da spiaggia, anzi da deserto. «A un certo punto», continua Angiolini, «dando le spalle al mare, ho provato a metterlo tra parentesi e mi sono immaginato di trovarmi in mezzo al nulla. Ci sono la sabbia, le dune, la pineta, il silenzio: mi sembrava che non mancasse nulla». Negli anni il progetto è cresciuto e oggi porta, a ogni inizio giugno, a Marina di Ravenna, più di 10mila persone, raggiungendo nell’ultima edizione una percentuale di pubblico al 45 per cento proveniente dall’estero. Condividono sole, mare, relax e tanta ottima musica (da Ty Segall a Lee Ranaldo agli Shellac) a ingresso rigorosamente gratuito.

L'interno del Bronson, in via Cella 50 a Ravenna

Grazie a Beaches Brew, anche Hana-Bi è diventato da allora qualcosa di unico, sviluppando un’identità sfaccettata tra musica, arte e un’idea di divertimento molto distante dal classico bagno della Riviera. Ma, questo, è solo l’inizio. «Finita la prima stagione estiva», racconta Angiolini, «abbiamo capito che sarebbe stato importante trovare una sede invernale dove poter sviluppare l’esperienza iniziando un lavoro di programmazione più assiduo. Così abbiamo trovato, appena fuori città (a Madonna dell’Albero, nda), un grosso capannone in affitto, una ex-sala da Bingo e balera di liscio, che faceva perfettamente al caso nostro». Nasce così il Bronson Club, nome adottato anche per identificare l’Associazione che lo gestisce: «Bronson Produzioni fa capo a un team piccolissimo ma molto affiatato: quattro soci e pochi collaboratori esterni, tutti tra i 30 e i 40 anni, che poi è esattamente l’età della nostra fascia principale di pubblico. Si occupano di tutti gli aspetti della macchina, dalla gestione dei locali alla parte artistica alla comunicazione».

Negli anni, Bronson Club è diventato un punto di riferimento per chi fa musica, un luogo centrale nella mappa europea dei live (Dandy Warhols, Blonde Redhead, The Pop Group, Helmet sono solo alcuni degli ultimi nomi ad aver calcato il palco del Club), nonché la casa di due appuntamenti piuttosto unici nel panorama nazionale: Passatelli in Bronson, che si radica profondamente nel territorio per proporre un inedito accostamento tra musica indie e piatti della tradizione romagnola (sic) e Transmissions, l’altro gioiellino di casa insieme a Beaches Brew, un festival dedicato alle sonorità di confine, visto che, spiega Angiolini, «è finita l’epoca delle nicchie musicali come le abbiamo conosciute, e stiamo muovendoci verso la multiculturalità con una riscoperta di Africa, Asia e Medio Oriente».

Alcune produzioni della Bronson Recordings

Dal 24 al 26 novembre 2017, Bronson celebra il decennale di Transmissions: diretto ogni anno da un nome di riferimento internazionale del settore, quest’anno il festival torna nelle mani del suo creatore: «Mi sono messo nei panni del padrone di casa che invita i vecchi amici per celebrare un traguardo importante e, allo stesso tempo, individuare assieme la via per il prossimo ciclo che ci attende», spiega Angiolini. «Restando fedele alla propria natura di festival di provincia, confortevole e a misura d’uomo, dove l’esperienza e la curiosità sono assieme protagoniste, Transmissions X vuole essere un brindisi e uno sguardo aperto sul futuro».

La storia di Bronson è degna di nota proprio perché è riuscita a fare scuola facendo dall’inizio riferimento a un universo musicale ampio, difficile da circoscrivere, ma decisamente poco mainstream. «Sono sempre stato affascinato dalle sonorità “oscure” e “marginali”, anche se non credo che esista un genere di riferimento per quanto riguarda il nostro lavoro, così come non credo esista solo la musica. Bronson vuole rappresentare anche un luogo di riferimento per gli amanti di cinema, fumetti e letteratura alternativa, tutte fonti d’ispirazione del nostro immaginario fin da quando ne abbiam memoria». Una proposta artistica, che si amplia ulteriormente nel 2008 con la nascita di Fargo, il cafè di Bronson: «Uno degli errori che non possiamo permetterci è quello di ignorare l’aspetto imprenditoriale del nostro lavoro: tra i mantra del fare impresa oggi c’è sicuramente quello della diversificazione. In più, era essenziale vista la dislocazione geografica più periferica degli altri spazi riuscire ad avere un headquarters nel cuore della città».

Uno scorcio del Fargo Cafè, al 17 di Via Girolamo Rossi

Nel programma di Fargo Café, aperto tutti i giorni dalle 7 alle 2 di notte, ci sono talk, presentazioni, mostre e ovviamente tanta musica. Forse, però, la più notevole delle creature partorite all’interno di questa storia è la Bronson Recordings, etichetta discografica di casa Bronson che nasce tra il 2011 e il 2012 insieme al desiderio di sostenere la musica indipendente al di là dell’organizzazione dei live: «L’idea è partita con il 7 pollici dei Calibro 35 Death Wish, che nasce dalla nostra richiesta alla band di interpretare il tema del Giustiziere della Notte. Lo abbiamo registrato live proprio al Bronson nel 2010 durante il soundcheck, e da lì ci è venuta l’idea di produrlo con una nostra etichetta. Tra i nostri modelli c’è sicuramente Dischord (storica label di riferimento della scena hardcore, fondata e diretta da Ian MacKaye e Jeff Nelson dei Minor Threat, nda), come per qualsiasi label “DIY”, ma anche in questo caso siamo un fenomeno abbastanza unico e credo sia su questo che possiamo e dobbiamo puntare». Tra le ultime produzioni dell’etichetta ci sono i cesenati Sunday Morning, i forlivesi Istvan e i cuneesi Elm, il folksinger texano Micah P Hinson: non a caso, tutte realtà nate in provincia.

Lo staff di Beaches Brew. Chris Angiolini al centro con barba e maglietta bianca

Ma ogni tanto non vi fate prendere dall’angoscia dell’isolamento? «Siamo consapevoli di essere degli outsider», conclude Angiolini, «ma abbiamo scelto di trovare uno spazio nella mappa della musica in Italia e nel mondo proprio rimanendo in provincia: perché in fondo è qui che spesso nascono le scene più innovative, perché si può accendere un piccolo focolaio perché si sviluppi un incendio. Lentamente. In provincia è più facile lavorare ad un progetto perché c’è un tempo diverso, lo puoi sviluppare meglio, senza dover inseguire l’ultimo trend. Non siamo del tutto pazzi: sappiamo che il problema diventa subito quello di mantenere vivo il focolaio. Qui dobbiamo farlo non potendo contare solamente sulle presenze della popolazione locale, ma cercando di aumentare costantemente il flusso e di espandere il nostro raggio di ascolto. Abbiamo saputo dimostrare che le cose possono nascere in provincia, ma non possiamo certo sederci, né ora né mai. Bisogna sempre essere in movimento, bisogna essere sempre come antenne pronte ad intercettare un segnale».

Transmissions
Decimo anniversario
«The intimate Festival that loves drones, analog electronics, avant garde, weird folk, psych waves, and contemporary art»

Dal 24 al 26 Novembre
Bronson, Ravenna
Programma completo su transmissionfestival.org
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