La terza stagione è cominciata: è tempo di primi bilanci e leggere anticipazioni di quel che vedrete

Anche la camorra inciampa nel Paese reale. Alla terza stagione della serie tv italiana di maggior successo al mondo – attualmente è venduta in 190 Paesi – è sempre più evidente che le faide salassano, che le guerre spolpano soprattutto chi le fa, e che le crisi debilitano ’o sistema che invece necessita di acque quiete e piazze calme per poter prosperare. Quindi dopo il grande caos scissionista dell’anno passato, ora si deve ricostruire una nuova egemonia a partire dai cocci lasciati sul campo. E i protagonisti ne portano le ferite: Genny deve racimolare tutti i denari che ha messo via per rimettersi in pista, non naviga nell’oro come si potrebbe invece dedurre dagli innumerevoli affari illeciti e dalle stabili frequentazioni narcos d’oltreoceano. Oro, si diceva, e in effetti il color oro è sempre ben rappresentato nei rivestimenti lignei delle case dei boss ma anche qui l’opulenza e i fasti savastaniani del passato hanno lasciato il passo a più morigerate decorazioni minimal-partenopee. Tutto avviene a una marcia inferiore sulla scala aurea della stratificazione kitsch camorrista: sono tempi di austerità.

E poi c’è Ciro. Intanto: dov’è finito Ciro? Lo abbiamo visto alla fine della seconda stagione tirare contro Pietro Savastano e lasciarlo in terra, davanti alla cappella mortuaria di famiglia, in un finale di pagina che già in passato aveva destinato all’indimenticata donna Immacolata. Sappiamo che in questo ha potuto contare sull’aiuto di Genny, il figlio del boss passato dall’essere ’o scem della prima stagione a “grande burattinaio” di quella attuale (peraltro senza la parentesi del solito stronzo), e sappiamo che se n’è dovuto andare via, da Secondigliano, da Napoli, dall’Italia.

Gianni Fiorito

Elena Nenkova

Gianni Fiorito

Elena Nenkova

La terza puntata della terza stagione, la prossima che vedrete, svelerà l’arcano: Ciro è vivo e vegeto, ma pure lui deve fare i conti con il Paese reale, anche se il suo sarà un Paese reale differente, realissimo per così dire. Ha un nuovo lavoro, si trova così così, ma non ha scelta: quello s’ha da fare. Intanto Genny deve riorganizzarsi, tra vita coniugale con suocero luciferino e prole, e soprattutto col dilemma di casa. Il potere di un Savastano riposa sempre sul pieno possesso di Secondigliano, che però non è più quella di prima. Dopo anni di guerre le piazze di spaccio sono costantemente presidiate dalle forze dell’ordine e non rendono più come un tempo: bisogna cercare nuovi sbocchi. Per questo Genny guarda in un’altra direzione: il centro di Napoli. Ciò che gli serve è un virus per entrare nel sistema centrale e lo trova in Enzo Villa, il giovane erede di una delle famiglie fondatrici della camorra, esclusa dal potere quando il capoclan diviene uno dei primi pentiti di mafia.

Sarà su questo nodo narrativo, per quanto ci è stato dato sapere fino a oggi, che ruoteranno tutte le vicende della terza stagione della serie nata dal romanzo omonimo di Roberto Saviano. L’azione abbandonerà le periferie per spostarsi nel cuore del sistema, probabilmente tra i vicoli di Napoli e i quartieri benestanti – o perlomeno è quello che speriamo –, dove il giovane Savastano tenterà l’ennesima scalata con l’ausilio di giovani camorristi un po’ come lui, dai modi e dalle estetiche poco tradizionali, ma dalle ambizioni nette. Ci saranno rappresaglie, inganni e sotterfugi, insomma gli usuali ingredienti del mixer di Gomorra, e l’obiettivo sarà la nascita di una nuova potenza, di una nuova ricchezza, che allontani finalmente tutti per sempre dal maledetto Paese reale.

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