Il 25 novembre a Roma si inaugura "Alice. Down to the rabbit hole", la mostra dell’artista romana Pax Paloscia, incentrata sui temi e le contraddizioni del periodo dell’adolescenza

Nessun bambino ha mai apprezzato fino in fondo la più famosa opera di Lewis Carrol perché il passato, il futuro e in generale il tempo che scorre sono concetti che non rientrano nella visione del mondo infantile. Pochi adulti hanno ripreso in mano il grande classico scoprendo che non si tratta di una favola per bambini ma di un libro che parla di cambiamenti e incertezze, in cui si impara ad accettare l’impossibile con tutte le difficoltà di chi bambino non lo è più.

Pax Paloscia, classe 1974, porta in scena la sua Alice, protagonista di una storia contemporanea, con l’intento di raccontare il limbo dell’adolescenza attraverso tele, collage, installazioni fotografiche, pittoriche e multimediali. E lo fa anche per rendere giustizia ad un libro destinato ad essere rivolto a chi non lo può capire fino in fondo. L’Alice di Pax è una sorpresa. Non rincorre un coniglio bianco che a malapena si relaziona con lei, ma indossa un paio di lunghe orecchie rosa perché è lei stessa il coniglio, riconciliandosi così con il suo alter ego adulto. L’artista prende Alice per mano e le mostra la bellezza del viaggio indipendentemente dalla sua destinazione.

I bambini sono presenze ricorrenti delle opere di Pax Paloscia, attraverso i quali il contrasto con la violenza del mondo emerge con più risalto. Alcuni impugnano pistole, altri indossano maschere inquietanti, altri ancora sembrano galleggiare nelle tele circondati da scritte semicancellate, figure stilizzate, tratti aggressivi e squarci di colore: sono questi gli elementi caratteristici che affollano le opere dell’artista, sempre tra ironia e riflessione. Un’arte che ha le sue radici nel writing storico e nell’estetica della bomboletta spray, ma che si nutre anche delle tecniche di “guerrilla marketing” con l’utilizzo di stickers e stencil e che è sempre alla ricerca di nuove forme di comunicazione.

Pax Paloscia fa parte di una generazione di artisti sospesa tra cultura underground e pop, abituata a utilizzare i muri dei palazzi e dei capannoni e allo stesso tempo a prestare la propria creatività alle pubblicità, copertine di libri, dischi e manifesti.
Alice. Down to the rabbit hole rappresenta «quel momento del nostro viaggio in cui non sappiamo bene dove andare – spiega Laura Lombardi, autrice del catalogo della mostra – abbiamo tutto pronto, ci ritroviamo con una valigia in mano, giaccone e scarpe comode, ma davanti a noi vediamo solo una grande distesa, senza limiti».

Pax Paloscia

Pax Paloscia vive tra Roma e New York. Si è diplomata all’International Center of Photography di New York, le sue opere sono state pubblicate in diversi progetti editoriali ed esposte in mostre personali e collettive in numerosi musei e gallerie in Italia e all’estero.

Recentemente ha preso parte alla rassegna Cross the Streets al Macro di Roma (aprile 2017) e all’edizione 2016 di Scope Art Fair a New York.

La sua prima monografia Let The Kids Play è stata pubblicata da Drago

 

Alice. Down to the rabbit hole
dal 25 novembre 2017 al 13 gennaio 2018
Rosso20sette arte contemporanea
Via del Sudario 39 – Roma
www.rosso27.com
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