Ho dedicato molti anni della mia vita alla ricerca del virus originario che ha causato un’epidemia di massacri. Ma sospetto che questo virus non esista

Viviamo in un’epoca caratterizzata da stragi di due tipi diversi, o forse tre: in ogni caso, non di un tipo soltanto. Ogni volta che un islamista violento uccideva colpendo a caso nella folla in uno dei Paesi occidentali, capitava che persone di ogni tipo si facessero avanti per suggerire che la causa fosse la malattia mentale e non l’ideologia islamista — la malattia mentale, perché sostenere qualcosa di diverso avrebbe potuto incoraggiare l’opinione pubblica non musulmana a rispondere con un’ondata di intolleranza malinformata e reazionaria verso l’intera comunità musulmana. Anni fa, il presidente Barack Obama mi infastidiva ogni volta con la sua insistenza nel ritenere che ogni autore di un nuovo attacco terroristico islamista negli Stati Uniti fosse un uomo con problemi di natura psichiatrica. Ma i problemi di natura psichiatrica non sono la causa dei massacri islamisti. La causa è l’ideologia.

D’altro canto, alcuni compiono davvero delle stragi senza alcuna base ideologica — compiono delle stragi perché sono arrabbiati per una cosa o per l’altra e credono che uccidere a caso nella folla consenta loro di esprimersi. E ci sono altri ancora che compiono massacri sulla base di una qualche inedita e pittoresca ideologia inventata da loro stessi. Ad esempio l’orribile norvegese Anders Breivik, che nel 2011 uccise un gran numero di persone sulla base di una dottrina personale: il breivikismo. E ci sono stragisti che accumulano armi e si assegnano una divisa senza neppure prendersi la briga di elaborare una dottrina e rendere pubblico un manifesto — sono persone che, per così dire, “si godono i benefici” di un’ideologia suicida e omicida (ovvero l’opportunità di indossare una divisa qualunque e di andare a uccidere a caso nella folla), senza doversi dare da fare per mettere insieme anche soltanto la più rozza delle teorie e per imparare a scandire degli slogan.

Eppure, tutte queste persone finiscono per fare la stessa cosa e cioè per uccidere a caso nella folla. È un’epidemia. Però, qual è la causa dell’epidemia? Quale può essere il virus originario, il virus che precede l’ideologia e la non-ideologia?

Io sono favorevolissimo alla ricerca del virus originario. Ho dedicato anni della mia vita a questa ricerca. La ricerca di un virus è utile, tiene su il morale e permette di avere piccole intuizioni di ogni tipo. Ma sospetto che questo virus non esista. Le stragi sono l’espressione di una rabbia delirante e non c’è niente di anormale o di insolito nella rabbia delirante. Essere pacifici e razionali è proprio degli esseri umani ed è altrettanto proprio degli esseri umani essere violenti e irrazionali. Ma, se le cose stanno così, che cosa dobbiamo fare con gli stragisti?

A New York, poche settimane fa, un jihadista ha noleggiato un furgone, ha investito e ucciso otto persone su una pista ciclabile e poi è saltato giù dal furgone impugnando una pistola ad aria compressa e un’arma da paintball e urlando, in arabo, «Dio è grande!». Un poliziotto gli ha sparato. Quel poliziotto aveva una teoria sulle origini del terrorismo? Forse no. Ma è un bene che avesse una pistola.
 

Traduzione di GUIDO DE FRANCESCHI

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